Rientro a scuola con nuovi banchi, Assufficio: grave pericolo che bando vada deserto [INTERVISTA]

Stampa

Il Commissario straordinario per l’Emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, ha indetto una Gara pubblica europea per l’acquisto di 1,5 milioni di banchi monoposto tradizionali e fino a 1,5 milioni di sedute attrezzate di tipo innovativo. Le maggiori aziende di produzione di arredi scolastici hanno denunciato le difficoltà nel riuscire a produrre e consegnare il quantitativo di banchi che normalmente si produce in 5 anni.

A fare chiarezza su Orizzonte scuola è Luca Tripetti, responsabile di Assufficio-FederlegnoArredo. Assufficio raggruppa oltre 140 aziende produttrici di mobili per ufficio, di pareti attrezzate e sedute, arredi scolastici in rappresentanza dell’80% del fatturato nazionale.

Quali sono le problematiche del bando?

Tempistiche, quantità e alcuni requisiti.

Le scadenze del bando sono 7 e 31 agosto: 23 giorni di tempo per fare tutto?

Viene chiesto il corrispettivo di 5 anni di produzione dell’intero settore nazionale in 23 giorni. Non è logico né razionale. Le aziende del settore sono poche, è un mercato piccolo. Sono poco più di una decina di produttori nazionali. Tutti hanno interesse vedendo questi numeri e quindi vorrebbero rispondere e partecipare alla gara, ma non con questi tempi e in questo momento. Bisogna tenere conto che un’azienda non ha in magazzino tutto questo materiale e dal 7 al 31 agosto ci sarebbe la produzione e la consegna nelle scuole.

E i presidi hanno chiesto 2,5 milioni di banchi…

Nel bando ci sono banchi monoposto, sedute e sedute innovative. Le questioni secondo noi sono due: una riguarda la produzione dei banchi e delle sedute standard, che la scuola normalmente acquista.

Solo per avere il banco fatto dal pannello, laminato plastico e la struttura in tubolare, oggi chiedendo a un produttore di pannelli ci vorrebbero circa 5 settimane, anche perché non c’è solo l’arredo scolastico e con il lockdown si è fermato tutto. Non tutti i fornitori sono pronti per fornire quanto occorre. Anche lavorando giorno e notte non si riuscirebbe a produrre il quantitativo richiesto. E poi si pensi che le aziende più grandi non superano le 50 unità di personale dipendente.

L’altra questione riguarda la consegna: da Milano se dovessi consegnare gli arredi in Valtellina, Friuli o Palermo ci vorrebbe del tempo, oltre al fatto che sono voluminosi per il trasporto. Occorre inoltre che la scuola si sia preparata svuotando le aule dai banchi vecchi.

Sui requisiti di partecipazione alla gara quali sono le difficoltà maggiori?

Per partecipare alla gara viene chiesta di dimostrare la capacità produttiva, qualitativa e quantitativa. Sulla qualità non ci sono problemi, le aziende fanno questo, ma il lotto minimo è 200mila pezzi, il requisito richiede una produzione negli ultimi tre anni di almeno il doppio. 400mila pezzi corrispondono all’intera produzione di un anno nazionale. Nessuno ha queste caratteristiche.

Per questo avete detto che il bando andrà deserto?

Assolutamente. Prima che il bando venisse pubblicato abbiamo avuto modo di parlare con la segreteria di Arcuri, abbiamo esposto i problemi e abbiamo detto che noi riusciamo ad arrivare a 120mila pezzi per fine settembre. Le penali in caso di non corrispondenza a quanto richiesto sono molto pesanti e nessuno mette a rischio la propria azienda. Garantire produzione e consegna di 5 anni in 23 giorni è impossibile. Il bando andrà deserto ed è molto grave che una gara di questo tipo decada.

Il commissario Arcuri ha chiesto uno sforzo e stop polemiche

Da parte nostra non ci sono polemiche, abbiamo soltanto fatto presente che oggettivamente non è possibile. Ci sarebbe dovuti muovere prima. Questo bando rischia di ritardare ulteriormente anche le altre consegne.

Nel bando non compare nessun importo, lo ha ricordato ieri il sottosegretario De Cristofaro in Commissione Cultura alla Camera. Qual è il prezzo di una seduta innovativa?

Sì, questa è una cosa molto strana, solitamente nelle gare c’è un prezzo di riferimento e ognuno va con la propria offerta in ribasso. Se mai qualcuno – a nostro avviso non accadrà – dovesse riuscire a partecipare, potrebbe anche decidere di mettere un banco a mille euro.
Il prezzo di listino è comunque sulle 320 euro, ma vengono commercializzati anche a 200.

La seduta di tipo innovativo aiuterebbe realmente a tenere gli alunni distanziati?

Non capiamo la ratio tra la scelta del banco monoposto e la seduta su ruote di tipo innovativo, che va in direzione opposta al distanziamento. Forse più avanti potrebbe favorire i lavori di gruppo ma non è questo ciò che serve adesso. Non capiamo l’esigenza di aule dinamiche in un momento in cui si lavora sul distanziamento.

Senza considerare che queste sedute non devono rispondere ai requisiti obbligatori Cam, i criteri ambientali minimi. Le sedute non sono fatte di plastica riciclata.

Non sono nemmeno sedute sicure, non hanno una resistenza al fuoco adatta a quelli che sono i requisiti per gli arredi che vanno in ambienti pubblici.

Altro aspetto preoccupante è che sono i presidi a definire l’utilizzo delle sedute, ma il preside ha competenze diverse rispetto a quelle tecniche. Se un ragazzino si fa male con quelle sedute, chi risponde? Il dirigente, il produttore o il commissario?

Stampa

Con i 24 CFU proposti da Mnemosine puoi partecipare al Concorso. Esami in un solo giorno in tutta Italia