Nuove tecnologie a scuola: docenti sostituiti da software? Partecipa al sondaggio

di Eleonora Fortunato
ipsef

E’ sfuggita a pochi la frettolosità con cui la Buona Scuola ha trattato il tema della rivoluzione digitale nella scuola.

E’ sfuggita a pochi la frettolosità con cui la Buona Scuola ha trattato il tema della rivoluzione digitale nella scuola.

E’ vero si parla di coding, ma si accenna solo molto frettolosamente all’abbandono di tecnologie pesanti come la LIM in favore di sistemi operativi e di condivisione più leggeri, in grado di trasformare davvero le scuole in incubatori di progetti e di esperimenti patrimonio di una comunità.

La politica sembra non avere nei suoi piani, quindi, una ‘rivoluzione’ digitale per la scuola italiana, piuttosto un passaggio graduale a nuove modalità di insegnamento rispettose, in qualche modo, del nostro retaggio fortemente umanistico. E così, mentre altrove già si iniziano a prefigurare scenari in cui l’insegnamento può fare a meno dell’insegnante  sostituito da software in grado di monitorare i percorsi di apprendimento dei ragazzi e di personalizzarli – l’Italia sceglie una posizione che sembra quasi di saggio ‘attendismo’.

Molto cauti anche i docenti che hanno partecipato in questi giorni alla nostra indagine: più dell’80% non passerebbe mai a una didattica integralmente digitale (pubblichiamo risultati parziali) e non abbandonerebbe in maniera definitiva l’uso dei libri cartacei.

Partecipa ancora al nostro sondaggio

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