Nuove regole scuola, l’ex presidente della Corte Costituzionale: “Differenze tra studenti vaccinati e non vaccinati? È più leale l’obbligo”

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La differenziazione a scuola fra studenti vaccinati e non vaccinati “è una misura di profilassi che appare ragionevole anche se determina numerosi inconvenienti. Questa profluvie di distinzioni e sotto distinzioni che varia settimanalmente crea infatti più incertezze e problemi di quanti ne deriverebbero da un giustificato obbligo per tutti”.

A commentare all’Adnkronos le recenti misure sulla scuola è il presidente emerito della Corte costituzionale, Cesare Mirabelli che rimarca: “Sarebbe più leale da parte dello Stato dare l’obbligo, che è più corretto e onesto nei rapporti fra autorità e libertà. Quanto sta avvenendo è lesivo verso gli studenti: che senso ha la didattica mista? Come si gestisce? Così si danneggiano i i ragazzi”.

“Anche se la divisione è una conseguenza, non un marchio per i non vaccinati e anche se può essere giustificato
e non in contrasto con la Costituzione il mantenimento a casa di chi non ha l’immunità assicurata dalla vaccinazione, il tutto complessivamente è certo un gran pasticcio – osserva il presidente emerito – Ripeto: se ci fosse obbligo di vaccinazione per legge (non dunque con provvedimenti amministrativi) invece che tutte queste
costrizioni, sarebbe tutto più organizzabile e organizzato”.

Secondo Mirabelli, “va tenuta in considerazione la necessità di assicurare un’educazione ai giovani che hanno già perso lo scorso anno. Invece c’è disordine anche in questo. L’obbligo vaccinale sarebbe risolvente e garante dei diritti dei minori. E’ la misura più efficace a garanzia del loro diritto allo studio attraverso la frequenza scolastica. È necessaria lealtà verso i cittadini. Si metta un punto all’alluvione di norme e controlli in punta di spillo”.

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