Nuove regole covid scuola, il pediatra: “Non sono discriminatorie. Chi non è vaccinato va protetto dal virus”

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“Il vaccino anti-Covid protegge ed è anche un’arma contro la Dad. Consiglio quindi ai genitori no-vax,  invece di perdersi in sterili rivendicazioni, discussioni o polemiche, di far vaccinare i propri figli. Avrebbero così anche la garanzia di un normale svolgimento della vita scolastica. Non si tratta di discriminare i bambini, ma semplicemente di poter attuare un comportamento, uno stile di vita in base al rischio che possono correre. Se fosse stato un atto discriminatorio nei confronti dei bambini non lo avrei tollerato, invece ritengo che il Governo abbia fatto bene a fare questa scelta”.

È la visione del pediatra Italo Farnetani.

Qui si tratta di assicurare la vita scolastica e sociale“, spiega all’Adnkronos Salute. “Le normative del decreto” che aggiornano le regole per la gestione dei casi Covid nelle scuole “sono state scelte su base scientifica, partendo dal presupposto generale che la vaccinazione crea una risposta immunitaria che serve a combattere e tenere sotto controllo il virus. Questa è la filosofia del decreto: chi ha fatto il vaccino è più protetto sia per sé stesso che per gli altri, chi non ha fatto il vaccino è a rischio esso stesso. E lo Stato deve proteggere la salute di tutti i cittadini in base all’articolo 32 della Costituzione. Inoltre, non avendo difese per contrastare il virus, il non vaccinato ha più probabilità di infettarsi e quindi anche di trasmettere il virus. Pertanto è ovvio che si debbano applicare due criteri diversi“.

Criteri, osserva l’esperto, professore ordinario di pediatria alla Libera università Ludes di Malta, “che non sono stati messi in campo per un motivo punitivo o discriminatorio, ma solo per tutelare la salute individuale e collettiva, e nel caso delle scuole la salute del gruppo classe. Le nuove nome hanno dunque una basa scientifica e permettono il funzionamento della scuola“.

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