Nuova scuola elementare con prof. di musica, arte, immagine, tecnologia, inglese, scienze motorie, è tempo di cambiare. Lettera

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Se dovessi pensare, parafrasando Guicciardini, al mio “particulare” non avrei dubbi: l’inserimento dei docenti di Musica nella Scuola Elementare deve essere immediato, basta applicare il D.M. 08/2011.

Considerato che credo in una Nuova Scuola Elementare, mi spingo oltre. Il Governo, se avesse a cuore l’istruzione dei cittadini della Repubblica, dovrebbe riformare la Scuola Primaria nominando professori di Arte e Immagine, Tecnologia e Informatica, Musica, Inglese e Scienze Motorie da affiancare, in compresenza, alle “Maestre a Righe” e alle “Maestre a Quadretti”; senza dimenticare almeno un Indirizzo Musicale in ogni Elementare.

Gli insegnanti che sceglieranno tale ordine di Scuola dovranno seguire dei Corsi obbligatori di “riallineamento”, al fine di arrivare a gestire le classi della fascia d’età 6-11 anni, anche in modo autonomo.

Oggi le eroiche Colleghe e gli eroici Colleghi (“specie” protetta in via d’estinzione…) della Scuola Primaria insegnano Italiano, Storia e Geografia oppure Matematica e Scienze, dopodiché, con le dovute eccezioni, si devono “rassegnare” ad impartire una “infarinatura” delle restanti materie.

La Repubblica Italiana intende valorizzare i talenti dei propri cittadini più piccoli? Vari la Nuova Scuola Elementare, abbia il coraggio di investire massicciamente sull’istruzione e non sui troppi pseudo-imprenditori che prima incassano cospicui finanziamenti pubblici e poi delocalizzano le imprese, guidati dal “Privatizzare gli utili e socializzare le perdite”, a danno del futuro dei nostri giovani. Urge rendere obbligatoria anche la Scuola dell’Infanzia, statalizzando le Scuole private che rispettano le norme e i parametri applicati a quelle pubbliche. N

ella Nuova Scuola Materna, sul modello delle Nuova Scuola Elementare, occorre inserire i docenti delle diverse discipline. Solo un’istruzione di qualità per tutti i cittadini, dai 3 ai 18 anni, può mettere in moto un “possente sviluppo” del Paese, mandare all’Università, al Conservatorio di Musica e all’Accademia di Belle Arti tutti i migliori cervelli di ogni ambito disciplinare, prevenire i fenomeni di devianza e microcriminalità giovanile e promuovere il “bene comune”. I laudatores del “bene privato” hanno esaurito i pentagrammi e il loro canto si è rivelato irrimediabilmente stonato. È tempo di cambiare spartito.

Antonio Deiara

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