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Nuova Irpef: cosa cambia per le addizionali

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Nuova Irpef è ciò che il governo ha deciso di introdurre con la nuova riforma fiscale. Ma cosa cambia per le addizionali all’Irpef?

L’imposizione fiscale in Italia, sui redditi prodotti dai contribuenti è arrivata ad uno snodo cruciale. Infatti la novità di rilievo, tra le più dibattute del momento è la riforma fiscale con tanto di nuove aliquote Irpef e nuovi scaglioni (passati da 5 a 4).

Ma l’imposizione fiscale nostrana non si ferma solo all’Imposta sul reddito delle persone fisiche. I lavoratori sanno che oltre all’Irpef sono dovute anche le relative addizionali. Parliamo naturalmente di addizionale regionale e comunale all’Irpef.

Le addizionali all’Irpef in sintesi

L’addizionale regionale all’Irpef è un’imposta che si applica al reddito complessivo proprio come si fa con l’Irpef verace propria. Anzi, l’addizionale regionale è commisurata proprio al reddito imponibile ai fini dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche.

L’imposta di paga per lo stesso anno dell’Irpef, quindi nel 2022 per il 2021. Ed ogni Regione (o Provincia Autonoma), può stabilire l’aliquota ma rispettando i dettami dello Stato, che fissa il limite minimo e massimo.

L’addizionale comunale è della stessa natura. Si tratta di una imposta che si applica al reddito complessivo determinato ai fini Irpef, relativa allo stesso anno di imposta dell’Irpef e determinata dai singoli Comuni che possono decidere anche di rendere esente la popolazione, sempre rispettando i dettami dello Stato.

Addizionale Regionale, cosa devono fare i Comuni

La riforma dell’Irpef non poteva non sortire effetto pure sulle addizionali. Inevitabile tutto ciò. Infatti, per le Regioni senza la cosiddetta aliquota unica in materia di addizionale regionale, occorre adempiere ad un particolare obbligo.

Queste Regioni devono necessariamente approvare una loro delibera che allinei e coordini la loro addizionale alla sopraggiunta riforma Irpef.
Un adempimento da effettuare entro il 31 marzo prossimo
In pratica, essendo passati da 5 a 4 gli scaglioni, ed essendo che alcune Regioni, applicano le addizionali in maniera simile all’Irpef, cioè per scaglioni, inevitabile il riallineamento.

Cosa dicono le normative oggi in vigore

La Risoluzione n° 2 del 2022 da parte del Ministero dell’economia e delle finanze, contiene proprio le linee guida date alle Regioni che non applicano l’aliquota fissa in materia di addizionale regionale all’Irpef.

Parlare di armonizzazione quindi è assolutamente corretto. Tutto previsti dalla legge 243 del 2021, cioè dalla nuova legge di Bilancio.
Per completezza di informazione, è il comma  della manovra finanziaria quello che fissa al 31 marzo la data ultima entro cui le Regioni devono adeguare le aliquote applicate come addizionale regionale alla riforma dell’Irpef.

E il comma n° 6 invece che stabilisce che entro il 13 maggio le stesse Regioni devono trasmettere  i dati rilevanti per la determinazione dell’addizionale regionale al Ministero dell’economia e delle finanze che li deve pubblicare poi sul suo sito istituzionale.

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