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Nuova Irpef, a chi conviene e a chi no?

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Nuova Irpef nella riforma fiscale, chi chi guadagnerebbe e chi no? Facciamoci due conti.

Tempo di riforma fiscale con gli occhi puntati soprattutto sulla rimodulazione degli scaglioni IRPEF e sulla modifica delle aliquote che potrebbero passare dalle attuali 5 a 4.  La novità, che riguarderà quasi tutti i lavoratori, nelle intenzioni, dovrebbe portare un risparmio per tutti, in alcuni casi, però, non si tratta di un risparmio tale da incidere sul bilancio familiare.

Nuova IRPEF, come potrebbe cambiare

Attualmente le aliquote IRPEF sono 5 che si applicano sui 5 scaglioni di reddito di riferimento:

  • si paga il 23% su redditi fino a 15mila euro
  • si paga il 27% su redditi da 15mila e 28mila euro
  • si paga il 38% su redditi da 28mila e 55mila euro
  • si paga il 41% su redditi da 55mila e 75mila euro
  • si paga il 43% su redditi superiori a 75mila euro.

E questi sono scaglioni e aliquote che ci accompagnano ormai da anni.

Le intenzioni sono quelle di allegerire il carico fiscale e trasformare aliquote e scaglioni in 4, rimodulandole.

La riforma fiscale dovrebbe, quindi, portare ad una revisione di scaglioni e aliquote nelle seguenti (probabili ma non ancora certe):

  • il 23% sui redditi fino a 15mila euro
  • il 25% su redditi tra 15mila e 28mila euro
  • il 35% su redditi tra 28mila e 50mila euro
  • il 43% su redditi superiori ai 50mila euro

Non cambia assolutamente nulla, quindi, per chi ha un reddito fino a 15mila euro, per tutti gli altri la rimodulazione produce un sicuro risparmio. Fino a 50 mila euro, infatti, si risparmia un 2% sui primi 28mila euro ed un altro 3% sui restanti 22mila euro . Ma anche chi ha redditi compresi tra 50mila e 55mila euro (pur ricadendo in un’aliquota più alta, visto che oggi ricadono in quella del 38%) ha un guadagno, pagando meno sullo scaglione precedente.

A quanto sembra questa rimodulazione conviene un pò a tutti, a chi più e a chi meno, e gli unici a non trarne vantaggio sarebbero i redditi più bassi, quelli che restano nell’invariata aliquota al 23%.

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