Nuova interrogazione al Ministro sul valore abilitante del diploma magistrale

Di Lalla
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Coordinamento nazionale diploma magistrale – Qualche mese fa l’On. Ciccanti, in una interrogazione presentata al Ministero, firmata anche dall’On. Ghizzoni – Presidente della VII Commissione Cultura della Camera – ricordava che: «mai prima d’ora, era stato messo in discussione il valore di abilitazione all’insegnamento dei diplomi di maturità magistrale, in quanto né i concorsi per titoli ed esami per la scuola elementare, né i corsi ex decreto ministeriale n. 85 del 2005 hanno mai avuto funzione di abilitazione all’insegnamento».

Coordinamento nazionale diploma magistrale – Qualche mese fa l’On. Ciccanti, in una interrogazione presentata al Ministero, firmata anche dall’On. Ghizzoni – Presidente della VII Commissione Cultura della Camera – ricordava che: «mai prima d’ora, era stato messo in discussione il valore di abilitazione all’insegnamento dei diplomi di maturità magistrale, in quanto né i concorsi per titoli ed esami per la scuola elementare, né i corsi ex decreto ministeriale n. 85 del 2005 hanno mai avuto funzione di abilitazione all’insegnamento».

Il 18 ottobre 2012, citando l’art. 197 comma 1 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 che sancisce che «(…) il titolo conseguito nell’esame di maturità a conclusione dei corsi di studio dell’istituto magistrale abilita all’insegnamento nella scuola elementare (…)»; e l’art. 15 comma 7 del decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n 323, il quale stabilisce che «I titoli conseguiti nell’esame di Stato a conclusione dei corsi di studio dell’istituto magistrale iniziati entro l’anno scolastico 1997/1998 conservano in via permanente l’attuale valore legale e abilitante all’insegnamento nella scuola elementare. Essi consentono di partecipare ai concorsi per titoli ed esami a posti di insegnante nella scuola materna e nella scuola elementare»

l’On. De Pasquale, l’On. Coscia e l’On. Presidente della VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati Ghizzoni hanno presentato una nuova interrogazione al Ministro (n. 5/08170), con la quale hanno chiesto di chiarire per quale motivo i diplomati magistrale, definiti, come visto, per Legge, abilitati all’insegnamento, non siano stati ammessi al concorso quali possessori di titolo abilitante

ricordando, inoltre, che “per i diplomati magistrali non risulta essere mai stato posto l’obbligo a frequentare il successivo corso di laurea abilitante in scienze della formazione e di conseguenza è evidente l’attuale riconoscimento del diploma magistrale quale titolo abilitante in virtù delle succitate norme”.

Che tale scelta appaia infondata risulta evidente anche dalla semplice comparazione delle Norme che sanciscono il valore di abilitazione all’insegnamento del diploma di maturità magistrale, sopra riportate, e dall’Art. 6 del Decreto legge n. 137 del 1 settembre 2008 che determina il valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria e recita: “L’esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in Scienze della formazione primaria istituiti a norma dell’articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, comprensivo della valutazione delle attività di tirocinio previste dal relativo percorso formativo, ha valore di esame di Stato e abilita all’insegnamento, rispettivamente, nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria.”.

In entrambi i casi la formula giuridica utilizzata è esattamente la stessa:

– entrambi i titoli sono conseguiti a seguito di esame di stato

– entrambi i titoli sono definiti abilitanti all’insegnamento nella scuola
elementare/primaria

e solo una sfrenata, e priva di fondamento giuridico, fantasia interpretativa può affermare che le due Norme affermino cose dievrse.

Appare quindi, ancora una volta, del tutto infondata e priva di valido supporto giuridico, la costante discriminazione a cui sono sottoposti i diplomati magistrale.

Siamo sempre in attesa di risposte dal Ministero e dal Sottosegretario Rossi Doria. Risposte che, purtroppo, continuano a non arrivare o, se arrivano, sono infarcite di giri di parole che non rispondono alla domanda centrale: il Ministero intende o meno riconoscere quanto sancito in modo inequivocabile da precise Norme dello Stato (art. 197 comma 1 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 e art. 15 comma 7 del decreto del
Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n 323) ? Intende ottemperare all’obbligo di rispettare e far rispettare le Leggi ?

Nel frattempo ringraziamo gli On. Ciccanti, Ghizzoni, De Pasquale e Coscia per l’interessamento dimostrato e per aver, finalmente, dopo tanti anni, rotto il muro del silenzio, all’interno delle Istituzioni, sul destino dei
diplomati magistrale per i quali chiediamo una soluzione seria e definitiva al riconoscimento dell’abilitazione conseguita.

Inutile precisare che rispediamo al mittente qualunque ipotesi di corsi "riabilitanti", ordinari o "riservati", che, illegittimamente, ed in violazione dei diritti acquisiti, negherebbero l’abilitazione già conseguita.

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