Nuova educazione civica, come insegnarla: tutte le aree di formazione

di Antonio Fundaro

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Formare il cittadino responsabile e attivo significa non solo insegnare le norme fondamentali degli ordinamenti di cui siamo parte, ma anche aiutare i bambini e poi i ragazzi a trovare dentro di sé e nella comprensione degli altri, nella storia e nella cronaca, le basi affettive ed etiche da cui dipendono sia il rispetto delle norme esistenti, sia l’impegno a volerne di migliori. Primo articolo di 6

Il giudizio consapevole

Per consentire agli studenti di diventare cittadini in grado di esercitare il proprio giudizio consapevolmente è importante aiutarli a conquistare le conoscenze e le competenze necessarie per gestire:

1. Il piano descrittivo di un tema (aspetti tecnico-scientifici e legislativi).

2. Il piano valoriale implicito nel discorso che si sta conducendo (teorie, linguaggi e argomentazioni etiche).

3. Il piano esperienziale preso in considerazione (istituzioni, associazioni, enti, aziende, persone e comportamenti…).

In realtà, se volessimo bene leggere le nuove Linee d’indirizzo dell’”Educazione civica” e confrontarle con le Linee d’indirizzo per “Cittadinanza e Costituzione”, noteremmo subito che sono le competenze chiave di cittadinanza a rappresentare, comunque, la piattaforma dalla quale partire per costruire oggi i programmi della nuova disciplina.

L’educazione civica per approfondire cosa?

Ma a cosa servirebbe una nuova disciplina se tutto rimanesse inalterato; se non cambiasse l’approccio dei docenti all’insegnamento; se non cambiassero gli stili comunicativi. L’educazione civica che, ancora così non va, per la verità, deve garantire e promuovere il senso rinnovato del diritto e, congiuntamente, il caleidoscopio dei diritti.

L’educazione civica e la cittadinanza europea

Essere cittadini attivi con il senso dell’Unione Europea vuol dire non solo conoscere le tappe e le linee fondamentali della normativa europea, ma anche le problematiche politiche ed economiche, e i programmi di azione deliberati e finanziati dalle istituzioni europee. Gli allievi devono conoscere la costellazione dei diritti e delle opportunità che consentono di sentirsi insieme cittadini italiani e cittadini europei. Un testo fondamentale è la cosiddetta Carta di Nizza (2000), che dedica 54 articoli ai valori che caratterizzano i paesi aderenti all’UE (dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà, cittadinanza, giustizia). Questa Carta è stata inserita nel Trattato di Lisbona, entrato in vigore il 1° dicembre 2009, che ha il rango di Costituzione dell’Unione europea. La partecipazione ai programmi europei costituisce una valida occasione per definire e realizzare con scuole di altri Paesi strategie didattiche finalizzate favorire tra i giovani il dialogo interculturale, con particolare riferimento alle problematiche civiche e sociali e alle norme che caratterizzano i diversi paesi, dalle rispettive costituzioni ai diversi statuti dei diritti e doveri degli studenti.

Il contributo del Consiglio d’Europa per l’educazione alla convivenza democratica

Un interessante contributo al dibattito sulla educazione alla convivenza e alla cultura democratica è stato fornito dal Consiglio d’Europa, che nel 2016 ha pubblicato il Documento: “Competences for democratic culture. Living together as equals in culturally diverse democratic societies”.

Questo documento, che si propone di supportare la pianificazione dei sistemi educativi per la preparazione degli studenti alla vita come cittadini democratici, descrive un modello concettuale delle competenze che devono essere acquisite dagli studenti per partecipare in modo efficace a una cultura della democrazia e vivere in pace insieme con gli altri nelle società democratiche.

Esso si compone di 20 competenze:

  • 3 insiemi di valori,
  • 6 atteggiamenti,
  • 8 abilità
  • 3 corpi di conoscenza e comprensione critica.

Le 20 competenze incluse nel modello del COE

Valori 

  • Valorizzare la dignità e i diritti;
  • Valorizzare la diversità culturale;
  • Valorizzare la democrazia, la giustizia, l’equità, l’uguaglianza e lo Stato di diritto (legalità).

Atteggiamenti 

  • Apertura all’alterità culturale e ad altre convinzioni (credenze), visioni del mondo e usanze (pratiche, abitudini);
  • Rispetto;
  • Civismo;
  • Responsabilità;
  • Autoefficacia;
  • Tolleranza dell’incertezza (dubbio, indeterminatezza, ambiguità).

Abilità

  • Abilita di apprendimento autonomo;
  • Abilità di pensiero analitico e critico;
  • Abilità di ascolto e osservazione;
  • Empatia;
  • Flessibilità e adattabilità;
  • Abilità linguistiche, comunicative plurilinguistiche;
  • Abilità di cooperazione;
  • Abilità di risoluzione dei conflitti.

Conoscenze e comprensione critica

  1. Conoscenza e comprensione critica di sé;
  2. Conoscenza e comprensione critica del linguaggio e della comunicazione;
  3. Conoscenza e comprensione critica del mondo: politica, legge, diritti umani, cultura, culture, religioni, storia, media, economia, ambiente, sostenibilità.

Educazione civica e legalità

In termini formativi il concetto di convivenza civile si connette strettamente ai cosiddetti “saperi della legalità, che attengono a diversi e complessi livelli conoscitivi fondamentali in termini di educazione alla cittadinanza democratica, quali:

a) la conoscenza storica, che dà spessore alle storie individuali e a quella collettiva, dà senso al presente e permette di orientarsi in una dimensione futura;

b) la conoscenza della Costituzione e delle istituzioni preposte alla regolamentazione dei rapporti civili, sociali ed economici, quale background fondamentale, che deve diventare parte del patrimonio culturale degli alunni e degli studenti;

c) la conoscenza del contesto sociale nel quale i ragazzi si muovono e agiscono: essi non possono prescindere dalla conoscenza delle fondamentali dinamiche europee ed internazionali, di alcune delle altre lingue, culture e religioni, maturata anche attraverso la capacità di accedere alle opportunità di mobilità culturale, telematica e geografica esistenti.

Per educare alla democrazia, alla legalità, all’essere cittadini attivi possono essere utilizzate e valorizzate diverse forme espressive degli studenti e delle studentesse.

Un contributo all’acquisizione di conoscenze, competenze e atteggiamenti che possono aiutare i giovani a diventare cittadini e a svolgere un ruolo nella società, può venire dalla cooperazione europea.

Educazione civica e cultura scientifica

Essere cittadini attivi nell’ambito della scienza significa essere in grado di orientarsi consapevolmente nei confronti dei risultati della ricerca tecnico-scientifica e delle sue ricadute nella vita quotidiana, in riferimento in particolare alla biomedicina, alla neuroscienza, alle scienze ambientali, alle nanotecnologie e alla robotica. I percorsi di apprendimento degli allievi dovrebbero comprendere moduli dedicati alla gestione competente di iter deliberativi sui temi scientifici studiati, avendo come base imprescindibile la conoscenza dell’area scientifica affrontata e della legislazione di riferimento. La scuola è infatti il luogo privilegiato di educazione alla cittadinanza scientifica (Horizon 2020, Pacchetto di misure volte a rilanciare crescita, innovazione e competitività).

Educazione civica e sostenibilità ambientale

Essere cittadini attivi quando si parla di “ambiente” significa essere in grado di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente, non solo con i nostri comportamenti privati e pubblici ma anche con il nostro intervento competente alle decisioni collettive. Vuol dire quindi dare contributi progettuali di carattere tecnico-scientifico, supportati da azioni etiche e da decisioni sostenibili. Vuol dire conoscere l’ambiente per rispettarlo, con un nuovo senso di responsabilità. Nella sostenibilità ambientale rientrano diverse aree di azione che vanno dalla sostenibilità in riferimento alla produzione e consumo di energia, alla viabilità, alla creazione di smart city, alla tutela del patrimonio paesaggistico. Il dibattito a livello mondiale sulla difesa dell’ambiente, sui cambiamenti climatici, sui problemi energetici e sui recenti impegni assunti in sede internazionale, testimonia come l’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile rappresenti oggi una sfida non più procrastinabile per responsabilizzare tutti cittadini ad assumere comportamenti e stili di vita all’insegna del rispetto dell’ambiente. Lo sviluppo sostenibile si richiama, quindi, in modo pragmatico alla necessità di conciliare due obiettivi fondamentali per la società contemporanea: tutelare gli ecosistemi e promuovere lo sviluppo socio-economico. Tale concetto si configura come l’intersezione tra vivibilità, crescita, equità sociale e tutela della natura e, soprattutto, si qualifica come elemento caratterizzante dall’interno ogni programma, ogni progetto, sino alla singola decisione, in un’ottica di mainstreaming. Si può parlare, quindi, più genericamente, di sostenibilità la quale può avere più declinazioni: ambientale, socio-culturale ed economica. Essa è strettamente connessa alla qualità dello sviluppo, ponendosi come principio guida nel gestire energie, risorse e saperi nella società contemporanea ed anche nel progettare percorsi di formazione finalizzati all’acquisizione di competenze chiave di cittadinanza, come previsto anche a livello europeo.

Educazione civica e dimensione digitale

Essere Cittadini attivi nell’utilizzo della rete significa acquisire consapevolezza degli effetti delle azioni del singolo nella rete e di una nuova forma di responsabilità privata e collettiva, con l’obiettivo di prevenire anche azioni di “cyberbullismo”. L’obiettivo è quello di accompagnare la formazione tecnologica con percorsi di apprendimento volti a far emergere i ruoli di ciascun alunno, prescindendo il grado, per la realizzazione di una adeguata cittadinanza digitale della “generazione web”.

Educazione civica e sua dimensione economica

Il processo formativo che porta ad una forma di cittadinanza economica è un processo volto a favorire lo sviluppo di conoscenze, capacità e competenze che permettano al cittadino di divenire, all’interno della società, un agente economico consapevole e rispettoso delle regole del vivere civile e di comprendere il mondo economico che lo circonda. Il Titolo III Parte Prima della Costituzione enuncia l’ambito di azione della cittadinanza economica (artt. 35-47) con il dovere sancito nell’art. 53 (responsabilità fiscale), sono compendiati da competenze in merito all’uso consapevole del denaro, alla responsabilità verso il proprio futuro previdenziale ed assicurativo.

È considerata un’attività educativa strategica in quanto capacità di compiere delle scelte economiche-finanziarie consapevoli contribuisce non solo al benessere individuale, ma anche a quello sociale di un paese. Tutti i programmi di financial education nel mondo hanno tentato di attivare un “processo attraverso il quale i consumatori/investitori finanziari possano migliorare la propria comprensione di prodotti e nozioni finanziarie e, attraverso l’informazione, l’istruzione e un supporto oggettivo, sviluppare le capacità e la fiducia necessarie per diventare maggiormente consapevoli dei rischi e delle opportunità finanziarie, per effettuare scelte informate, comprendere a chi chiedere supporto e mettere in atto altre azioni efficaci per migliorare il loro benessere finanziario.”(Definizione OCSE). “Anche il tema dell’educazione finanziaria e del relativo grado di “alfabetizzazione” dei cittadini (financial literacy) è di grande rilevanza all’interno della prospettiva qui considerata dell’educazione civica, poiché le scelte finanziarie hanno conseguenze determinanti sulla qualità e sullo stile di vita dei cittadini e sulla legalità della collettività. Per questo è necessario dotare gli studenti di strumenti utili a comprendere benefici e rischi collegati ad un corretto utilizzo di beni e servizi finanziari quale utile contributo per la cittadinanza consapevole”.

Educazione civica fortemente attiva a scuola

È necessario puntare sulla “messa in pratica dell’esercizio dei diritti e dei doveri dentro la scuola”, esercitando la democrazia diretta e deliberativa. La scuola deve essere considerata la “comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni”. In essa “ognuno, con pari dignità e nella diversità dei ruoli “deve aver garantito lo sviluppo delle proprie potenzialità e “il recupero delle posizioni di svantaggio, in armonia con i principi sanciti dalla costituzione e dalla convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia… e con i principi generali dell’ordinamento italiano” (DPR 24.6.1998, n.249, introduzione dello Statuto delle studentesse e degli studenti).

Educazione civica culturale

La finalità della formazione alla “cittadinanza culturale” è di far acquisire agli studenti le competenze per essere cittadini che sappiano valorizzare il proprio patrimonio culturale, attraverso percorsi che prevedano sia la conoscenza dell’esistente sia la realizzazione di progetti di tutela e di potenziamento.

Educazione civica e Volontariato

Esercitare la cittadinanza attiva in termini di impegno personale nel volontariato. Il volontariato è uno degli elementi centrali del processo formativo dei nostri alunni, capace com’è di rafforzare la coesione sociale e sviluppa la democrazia. Tra gli obiettivi educativi ci dovrebbe essere: mirare a creare condizioni favorevoli al volontariato; fornire agli organizzatori gli strumenti per migliorare la qualità delle attività di volontariato; migliorare il riconoscimento delle attività di volontariato; sensibilizzare l’opinione pubblica al valore e all’importanza del volontariato.

Educazione civica e Salute

Alla luce dei documenti internazionali dell’OMS, oggi le azioni di promozione della salute nella scuola implicano l’adozione di un approccio globale che guarda da un lato allo sviluppo delle competenze individuali (life skills), nella logica di potenziamento dell’empowerment individuale e di comunità, e dall’altro alle condizioni ambientali che favoriscono l’adozione di comportamenti di salute. Questo comporta un nuovo approccio dell’educazione civica a temi quali: educazione alla salute, educazione all’affettività e alla sessualità, che implicano anche aspetti di natura bioetica, relazionale e valoriale

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