Smart working e diritto alla disconnessione, Catalfo: Evitare distorsioni su lavoratori

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Smart working e ammortizzatori sociali: sono questi i temi in discussione con un processo di digitalizzazione il cui incremento è diventato impellente.

E’ quanto assicura la ministra al Lavoro, Nunzia Catalfo, in un’intervista rilasciata al gruppo editoriale di Confindustria.

I 50 anni dalla pubblicazione dello Statuto dei lavoratori coincidono con l’apertura di una riflessione sui posti di lavoro messi a rischio dal Coronavirus. Se gran parte dell’occupazione è stata persa o almeno messa in pericolo, lo smart working ha costituito un’alternativa al contenimento di questo fenomeno.

Questa nuova modalità porta in primo piano una serie di condizioni di lavoro da ridiscutere rimaste in sordina prima di questo periodo. Per esempio: si può rimanere connessi per sempre? Come considerare nuovi rapporti a distanza? I sindacati datoriali e dei lavoratori si sono confrontati ampiamente in questi due mesi di lockdown, ma sicuramente dovranno continuare ad affrontare assieme le nuove situazioni che si vanno costruendo.

Nell’intervista, la ministra ha confermato che sarà necessario aggiornare il panorama normativo per evitare che l’utilizzo massivo dello smart working per evitare distorsioni che possano ricadere sui lavoratori.

Nunzia Catalfo non ha mai fatto riferimento ai lavoratori della scuola, ma è stato dichiarato da più parti che l’insegnamento da casa sia stato molto più faticoso sia per i docenti. C’è poi il tema del personale scolastico impegnato nelle funzioni tecniche e amministrative. Sarà possibile stabilire una forma di smart working una volta terminata l’emergenza. Quel che appare finora è che la scuola richieda la presenza fisica nello stesso posto. Senza contare poi quel divario tecnologico che divide l’Italia e che non rende ancora possibile garantire il diritto allo studio a ogni singolo cittadino, come invece detta la Costituzione.

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