Numerosi e repentini cambiamenti … “Questa è la scuola della luna”. Lettera

di redazione
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inviato da Antonio Deiara – Ai tempi del Mago Zurlì, “La canzone della luna” raccontava la storia di uno scienziato, zio Filippo. Egli aveva scritto una proposta agli abitanti della Luna, i lunatici per l’appunto, che “han sempre fretta”: chi va piano, va lontano. Ma i lunatici non gli diedero retta, continuarono ad avere sempre fretta e risposero con uno slogan inconsistente, “precipitevolissimevolmente”!

Oggi sta succedendo la stessa cosa nella Scuola della Luna, governata da lunatici che continuano ad affastellare pseudo iniziative demenziali e devastanti per gli alunni e le loro famiglie, docenti e dirigenti, bidelli e segretari. Vi sembra sensato chiedere a papà e mammà, nonni e nonne, zii e cugini di ventiduesimo grado che le astronavicelle familiari si posizionino tutti i giorni nei pressi di tutte le scuole della Luna per ritirare i piccoli lunatici di un metro e ottanta? Risponde al bisogno di migliorare le conoscenze e le abilità dei giovani lunatici stivarli in 28/30 nella stessa aulorbitante, con bancodesk del secolo scorso, pareti scorticate e porte semidivelte? Favorisce un clima di serenità e proficuo apprendimento delle computerdiscipline permettere ai bullunatici, data la cronica carenza di bidellunatici incaricati della vigilanza e lo scudo di un LunarStatuto, di scorrazzare ed imperversare per le astroscuole senza che i proflunatici e i dirigalattici possano allontanarli precipitevolissimevolmente?

Ultimamente, narrano le “Cronache lunatiche”, nelle scuole della Luna si è verificata una misteriosa “smaterializzazione” di computer, proprio nel momento in cui il Lunarministro emanava un ordine di utilizzarli tutti per svolgere le prove Lunvalsi. Per porre rimedio, il Lunardicastero potrebbe fornire adeguate risorse alle Scuole, ricompensare lautamente chi lavora in questo comparto, ridurre il numero di alunnatici ed incrementare quello dei bidellunatici, etc. Niente di tutto questo, temono gli esperti della Scuola della Luna. Tutti resteranno con in mano un pugno di polvere, lunare.

Aveva ragione, Zio Filippo lo scienziato: la fretta è cattiva consigliera! Peccato che, ne “La canzone della Luna”, anche lui diventi lunatico, tutto il giorno sia spinto da una fretta gattesca e ripeta il refrain: “Precipitevolissimevolmente”.

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