Numero chiuso Università, UDU: si supera con investimenti strutturali, non con sperimentazioni

di redazione
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Comunicato UDU – Il 25 gennaio all’università di Ferrara si è tenuta una riunione per discutere dell’accesso al corso di laurea in medicina alla quale erano presenti tra gli altri , oltre al rettore dell’ateneo, anche il Viceministro Fioramonti, il presidente dell’anvur e il presidente della commissione cultura al senato Pittoni.

Pare si sia arrivati a formulare una proposta sperimentale, che prevede la normale immatricolazione al corso di laurea per coloro che superano il test d’ingresso nazionale, ed oltre a questi l’apertura a 600 studenti che si potranno iscrivere e che saranno immatricolati solo dopo aver superato tutti gli esami del primo semestre con una media non inferiore al 27, pena l’esclusione dal corso.

Dichiara Enrico Gulluni, coordinatore nazionale Unione degli Universitari: “Siamo a dir poco sconcertati da questa notizia, che possiamo definire come una vera e propria presa in giro per gli studenti.
Dopo tutte le varie dichiarazioni, le audizioni alla camera e le intenzioni apparenti di voler cambiare la legge 264 tramite un percorso condiviso e che guardi alla questione in maniera complessiva, veniamo a conoscenza che si sta cercando di sperimentare un nuovo metodo nell’università degli studi di Ferrara, che presumibilmente potrebbe servire da esperimento nazionale.
Ci chiediamo intanto come si possa voler attuare questa sorta di esperimento solamente in una università per un corso che attualmente prevede una selezione nazionale, ed oltretutto per corso di laurea come medicina e chirurgia, che come abbiamo più volte detto anche all’audizione della settima commissione alla camera, servono ragionamenti più ampi che guardino alla questione in maniera complessiva. ”

Continua Gulluni:” Ribadiamo ancora una volta che il numero chiuso si supera con investimenti strutturali, e non provare a trovare soluzioni pasticciate ed estemporanee che non faranno altro che creare ancora più confusione, soprattutto nel corso di laurea in medicina.
Serve partire dall’orientamento alle scuole superiori, passando per un ampliamento delle strutture e un massiccio reclutamento straordinario dei docenti, fino ad arrivare alle borse di specializzazione medica ed al post laurea. ”

Conclude il coordinatore dell’udu:” Basta con gli slogan e le false promesse, si attui subito un piano strutturale di rifinanziamento del sistema universitario pubblico, sono così si può superare il numero chiuso e garantire un vero diritto allo studio a tutti, per un’università sempre più aperta e di qualità.
Basta con le soluzioni estemporanee, che non fanno altro che non fanno altro che creare confusione, sempre e solo sulla pelle degli studenti. “

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