Numeri sui precari altissimi, quest’anno 180mila supplenze annuali: Anief realizza uno studio su ogni categoria, chiede interventi nella Legge di Bilancio e un tavolo tecnico con il Ministero

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Su precariato, immissioni in ruolo e disponibilità dei posti si continua a parlare senza però trovare alcuna soluzione. Ma come stanno le cose? Quali sono i numeri reali da cui partire per risolvere la questione una volta per tutte? Per rispondere a queste domande, il sindacato autonomo Anief ha condotto uno studio approfondito sui dati ufficiali, facendo anche il punto della situazione sui concorsi.

Sulla base dei risultati prodotti ha elaborato delle proposte fattibili che ora gira ai parlamentari impegnati nella revisione della Legge di Bilancio, a tutte le istituzioni coinvolte e all’opinione pubblica. Secondo il leader dell’Anief, Marcello Pacifico, “la situazione è pesante, in tutti i profili professionali, a partire dal sostegno sino ad arrivare al personale all’estero e agli educatori. Bisogna realizzare immediatamente le modifiche più impellenti nella Legge di Bilancio e subito dopo procedere all’apertura di un tavolo tecnico specifico di confronto con i sindacati per andare a modificare la piattaforma ministeriale che gestirà le assunzioni del 2022”.

 

LE ASSUNZIONI

Partiamo dai posti autorizzati per le immissioni in ruolo dell’anno in corso: sono 112.473. Mentre solo 59.425 sono le nomine poi effettuate, di cui 12.480 nomine da GPS prima fascia ed elenco aggiuntivo in base all’art. 59 comma 4 del DL 73/2021; le cattedre vacanti destinate alle assunzioni a tempo indeterminato, invece andate a supplenza al 31 agosto 2022 sono quindi 53.048. I contratti stipulati fino al 30 giugno 2022 sono invece intorno alle 100 mila unità, a cui bisogna aggiungere 30mila docenti impegnati in organico Covid19 fino al termine delle lezioni.

 

I CONCORSI

Per quanto concerne i risultati del concorso straordinario 2021, sono 64.563 le domande di partecipazione, ma soltanto un terzo dei candidati ha superato la prova. I posti comuni risultano 21.107, mentre quelli di sostegno sono 5.764. Le domande per il concorso Stem sono 60.460. Si pensi poi che per la secondaria persistono tantissimi candidati, considerando che solo per il concorso ordinario lo scorso anno sono state presentate oltre mezzo milione di domande. Saranno quindi 6.333 i posti ribanditi per il concorso Stem, al netto degli idonei in alcune province in esubero rispetto ai posti banditi, così suddivisi: A020 – fisica: 376 posti; A026 – matematica: 1098 posti; A027 – matematica e fisica: 1568 posti; A028 – matematica e scienze: 2075 posti; A041 – scienze e tecnologie informatiche: 1216 posti; 50 mila gli insegnanti di sostegno non specializzati supplenti su posti in deroga. Invece, risulta ancora sospeso il Concorso straordinario abilitante indetto con DD n. 497 del 21 aprile 2020, dopo la presentazione della domanda entro il 25 luglio 2020.

 

L’ANALISI DEL SINDACATO

Ad avviso del sindacato Anief, in linea con la lettera e la ratio contenute nel “Patto per la Scuola al centro del Paese” siglato tra Ministero dell’Istruzione e confederazioni rappresentative lo scorso 20 maggio, occorre prevedere un doppio canale di reclutamento del personale docente ed educativo con carattere non transitorio, ma regolamentare. Nello specifico, in parallelo ai concorsi ordinari annuali, va confermato l’utilizzo delle Graduatorie Provinciali Supplenze in modo continuativo e non straordinario (dunque non solo per il prossimo anno scolastico). L’uso della sola prima fascia GPS, inoltre, non consente affatto all’Amministrazione di reperire già per il prossimo anno scolastico tutto il personale utile alla copertura dei posti effettivamente vacanti e disponibili e a rispondere al reclamo collettivo accolto dal Comitato europeo dei diritti sociali n. 146/2017 e alla procedura d’infrazione 4231/2014 visto che molti docenti che hanno stipulato almeno 3 contratti a tempo determinato, dunque in possesso dei tre anni di servizio richiesti, sono collocati anche nella seconda fascia delle stesse GPS.

 

Sempre secondo Anief, appare indispensabile anche rimuovere tutti i “paletti” previsti per l’accesso al ruolo dalle Gps, in quanto non utili allo scopo dell’effettiva copertura del maggior numero posti vacanti e disponibili sin dal prossimo anno scolastico. Parimenti, anche le previsioni relative alle procedure concorsuali, quale quella della limitazione della possibilità di partecipare al concorso successivo, in caso di mancato superamento di una procedura concorsuale precedente, va superata. Come è indispensabile prendere in considerazione previsioni univoche volte a risolvere in via definitiva il gravissimo e ormai congenito problema del precariato. Per completezza e maggiore praticità, si ritiene utile distinguere le considerazioni espresse dal nostro sindacato sulle procedure di reclutamento in base alla tipologia e al grado di istruzione interessato.

 

I PRECARI DI INFANZIA E PRIMO CICLO

Anief ricorda che il problema del precariato nella scuola Infanzia e Primaria si è inasprito soprattutto negli ultimi anni anche a causa dell’età elevata dei docenti di ruolo e del turn over mai coperto efficacemente dall’Amministrazione attraverso l’assunzione sistematica del personale precario su tutti i posti vacanti e disponibili. Proprio nella scuola Infanzia e Primaria, invece, è indispensabile garantire un’azione didattica continuativa ed efficace per tutto il percorso educativo intrapreso dagli alunni. Paradossalmente, ormai sono i docenti precari, che scelgono ogni anno sempre la stessa scuola con cui stipulare un contratto a tempo determinato, a garantire agli alunni quella “continuità didattica” che invece sarebbe onere dell’Amministrazione garantire attraverso la stabilizzazione del personale. Appare indispensabile, dunque, procedere con la determinazione di un’efficace azione di reclutamento del personale partendo anche e soprattutto dalla scuola Infanzia e Primaria.

 

I PRECARI DELLA SECONDARIA

Il problema del precariato nella scuola secondaria vede un’endemica situazione di “stallo” dovuta alla congenita carenza di personale abilitato. Dunque non solo nella scuola secondaria si è riscontrata la mancata copertura del turn over attraverso l’assunzione sistematica del personale precario su tutti i posti vacanti e disponibili, ma tale situazione è stata inasprita dall’enorme carenza di personale abilitato. Soprattutto per il reclutamento nella scuola secondaria, dunque, appare indispensabile che l’Amministrazione provveda a rivedere le modalità e i parametri utili per il conseguimento ordinario dell’abilitazione, ma anche a previsioni “straordinarie e urgenti” volte al reclutamento del personale anche non abilitato cui garantire l’acquisizione dell’abilitazione attraverso procedure riservate.

 

IL NODO DEL SOSTEGNO

Inoltre, Anief evidenzia come sia davanti agli occhi di tutti il sostanziale fallimento del sistema di formazione e reclutamento dei docenti di sostegno maturato in questi anni. A fronte di una popolazione studentesca disabile in costante crescita, peraltro in controtendenza con la contrazione generale del numero di studenti in atto, l’inclusione dei disabili nelle nostre scuole deve fare i conti con specializzazioni dispensate col contagocce in molte, troppe, regioni italiane e con una preponderanza di incarichi su sostegno assegnati a volenterosi ma non adeguatamente preparati docenti precari privi di formazione specifica. A ciò si aggiunga la pessima prassi di considerare la stragrande maggioranza dei posti di sostegno come posti “in deroga” e, come tali, impossibili da assoggettare a qualsivoglia forma di continuità didattica, particolarmente preziosa quando si parla di studenti disabili. Mentre il primo aspetto è certamente imputabile a scelte operate da molti atenei sulla base di meri limiti organizzativi e in totale spregio delle effettive esigenze dei territori, il secondo e il terzo tradiscono, invece, le colpevoli mancanze dello Stato che, pur a fronte di una legislazione sulla disabilità tra le più avanzate al mondo, non è riuscito ad accompagnare quest’ultima ad una altrettanto efficace gestione e implementazione delle risorse umane (docenti, nel caso specifico) necessarie per la sua compiuta realizzazione.

 

EDUCATORI E PERSONALE ALL’ESTERO

Per il Personale Educativo, appare indispensabile per il nostro sindacato l’elaborazione di strategie “dedicate” ai fini del reclutamento e volte soprattutto a superare sia i parametri restrittivi presenti nell’attuale normativa sia la conformazione stessa delle attuali graduatorie.

Per il nostro sindacato, lo svolgimento del servizio all’estero deve poi essere considerato come mobilità professionale, quindi appare indispensabile che la gestione della selezione debba essere regolamentata attraverso specifici riferimenti nella contrattazione nazionale. Le scuole italiane all’estero, è bene ribadirlo, sono il presidio della nostra cultura nel mondo che va salvaguardato e cui vanno dedicate specifiche previsioni.

 

LE PROPOSTE ANIEF

L’uso della modalità online, attraverso la piattaforma ministeriale Polis Istanze OnLine, ai fini del reclutamento del personale docente utilizzata nel trascorso anno scolastico, ha evidenziato numerose criticità che devono essere risolte nell’immediato e prima, ovviamente, dell’avvio della nuova procedura di immissioni in ruolo. A tal proposito appare indispensabile che il Ministero proceda all’apertura di un tavolo tecnico specifico di confronto con i sindacati volto proprio all’ottimizzazione e alla modifica della piattaforma ministeriale che gestirà le prossime procedure di reclutamento. Nello specifico Anief già nello scorso anno scolastico, ha evidenziato la necessità di porre rimedio alle seguenti criticità tutte finalizzate al rispetto del principio fondamentale della trasparenza dell’azione amministrativa anche nella gestione online della procedura di reclutamento.

 

Per garantire poi un’efficace programmazione e gestione dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche autonome occorrono nuove procedure di reclutamento, come peraltro già indicato dal Patto per la Scuola. La riforma 2.1 del PNRR prevede una revisione del sistema finalizzata a poter coprire, con regolarità e stabilità, le cattedre disponibili con insegnanti di ruolo. Per la riforma relativa al sistema di reclutamento dei docenti per ogni ordine e grado si segnala la necessità di prevedere procedure concorsuali ordinarie biennali con l’accesso di tutti gli idonei nelle graduatorie di merito, e procedure riservate annuali per titoli ed esami con l’accesso nelle graduatorie finale di tutti i candidati con tre anni di servizio prestato nel sistema nazionale di istruzione, ivi compresi gli insegnanti di religione e il personale educativo.

 

Appare evidente, inoltre, la necessità di ripristinare il doppio canale di reclutamento utilizzando in via ordinaria anche le Graduatorie Provinciali per le Supplenze di prima e di seconda Fascia da utilizzarsi in caso di esaurimento o incapienza delle relative Graduatorie a Esaurimento. Un reclutamento su base prettamente provinciale attraverso graduatorie “per soli titoli” cui conferire al 50% il contingente utile per le immissioni in ruolo, infatti, consente non solo di rispondere in modo più diretto, semplice ed efficace alla richiesta di personale immediatamente disponibile a ricoprire tutte le cattedre vacanti nella provincia, ma consentirebbe, così come lo consentiva in via ordinaria proprio il doppio canale di reclutamento, di far accedere per merito il personale precario con più di tre anni di servizio a tutti gli incarichi sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato, rispondendo, così, anche al reclamo collettivo accolto dal Comitato europeo dei diritti sociali n. 146/2017 e alla procedura d’infrazione 4231/2014 ancora attiva, e risolvendo la carenza di disponibilità per le immissioni in ruolo registrate negli ultimi anni, a invarianza finanziaria.

 

Infine, va ribadito che il Patto per la Scuola ha indicato la necessità di potenziare la formazione iniziale dei docenti della scuola secondaria, anche basandola su un modello formativo strutturato e integrato tra le Università e le scuole, idoneo a sviluppare coerentemente le competenze necessarie per l’esercizio della professione.

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