Nuccio Ordine “necessario investire sui buoni professori, i ragazzi sono già drogati di tecnologia”

di redazione
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Ancora una volta il Prof. Nuccio Diamante Ordine professore ordinario di letteratura italiana presso l’Università della Calabria interviene con parole di critiche per la Buona Scuola renziana, stavolta per commentare gli investimenti del Piano Nazionale Digitale.

“I nostri ragazzi sono già drogati di tecnologia, per cui ritengo sia preferibile e necessario investire sui buoni professori, quelli che sanno suscitare nei giovani la sana “curiositas” tanto amata da Albert Einstein”

L’occasione è stata l’intitolazione a Caterina Sforza della nuova Scuola Media dell’Istituto Comprensivo 1, allestita all’interno del Palazzo degli Studi di Forlì. Presente anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi che ha espresso con convinzione che la vera buona scuola è quella che insegna ai giovani a pensare e che li mette in condizione di fare cultura. Sgarbi: la vera buona scuola insegna a pensare e a fare cultura

“La scuola e l’università – ha commentato il Prof. Ordine – non possono essere al servizio del mercato. I nostri ragazzi non devono scegliere l’indirizzo di studio con logica utilitarista: intraprendo quel corso perché ho buone ragioni di credere che mi consentirà di avere successo e guadagnare tanto denaro. No, la scuola è il luogo dove ci si forma come persone e si aprono le menti”.

Il Prof. Ordine aveva pubblicato qualche settimana fa un editoriale sul Corriere della Sera sul reclutamento degli insegnanti

Concorso docenti, Nuccio Ordine: un concorso ogni anno per avere professori selezionati e una buona scuola

Un intervento che aveva suscitato anche la reazione dell’On. Malpezzi Capo Dipartimento Scuola del PD, che aveva richiamato alla fiducia negli interventi del Governo

Malpezzi (PD) a docenti ed intellettuali: non siate scettici. Potenziamento e scuola lavoro rimangono ma possono essere migliorati

Adesso un nuovo intervento sull’utilizzo della tecnologia, all’indomani dell’annuncio della possibilità di poter utilizzare in classe anche lo smartphone per fini didattici.

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