Novità per la didattica: dagli insegnamenti opzionali, all’orientamento e inserimento in ambito lavorativo

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La Buona Scuola presenta, per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, importanti novità volte ad innovare la didattica e a orientare e facilitare l’inserimento in ambito lavorativo dei nostri giovani.

La Buona Scuola presenta, per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, importanti novità volte ad innovare la didattica e a orientare e facilitare l’inserimento in ambito lavorativo dei nostri giovani.

Tra le novità principali ricordiamo, innanzitutto, la possibilità di scelta, da parte degli studenti, di insegnamenti opzionali. Il comma 28 della legge 107/2015 stabilisce che: “Le scuole secondarie di secondo grado introducono insegnamenti opzionali nel secondo biennio e nel quinto anno anche utilizzando la quota di autonomia e gli spazi di flessibilità”.

Carmela Palumbo, direttore generale del Ministro dell’Istruzione per gli ordinamenti scolastici e la valutazione, sul Sole 24 ore del 25/08/2015, ha affermato, in riferimento agli insegnamenti opzionali, che essi costituiscono un terzo livello di curricolo, possiamo aggiungere proprio dello studente, dopo il curricolo nazionale e quello delle Istituzioni scolastiche che, ai sensi del D.P.R. 275/99 e del D.M. 47/2006, possono utilizzare il 20% del monte ore annuale per potenziare gli insegnamenti obbligatori e attivare ulteriori insegnamenti per conseguire gli obiettivi prefissati nel POF, oggi Piano Triennale dell’Offerta Formativa.

Gli insegnamenti opzionali, se ben ponderati e progettati, potrebbero avere una duplice valenza: far acquisire agli studenti competenze nuove, spendibili nel territorio di residenza e nel complesso mondo del lavoro contemporaneo e, allo stesso tempo, potrebbero costituire un anello di congiunzione tra studenti e scuola, due mondi spesso distanti tra loro e che grazie a degli insegnamenti extracurricolari, scelti dagli alunni medesimi, potrebbero notevolmente avvicinarsi, in quanto sarebbero gli stessi allievi a costruirsi parte del percorso formativo. Un ruolo di primo piano lo avranno i Collegi dei docenti, che dovranno avere la capacità di inserire nel PTOF degli insegnamenti validi sul piano della spendibilità delle competenze acquisite e, allo stesso tempo, concilianti con le attitudini degli studenti.

Gli insegnamenti opzionali, ricordiamolo, andranno a incrementare l’offerta formativa degli Istituti secondari di secondo grado, insieme agli altri insegnamenti volti a potenziare le competenze descritte nel comma 7 della Legge 107/2015 (Riforma. Potenziamento offerta formativa: quali competenze cosa inserire nel PTOF), che riguarderanno sia gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado che gli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado.

Altre novità di rilevante importanza ed efficacia sono introdotte dai comma 33 -42 della Legge 107/2015, in base ai quali i periodi di alternanza scuola-lavoro, disciplinati dal Decreto Legislativo 77/2005, sono attuati, nel secondo biennio e quinto anno, per una durata complessiva di almeno 400 ore negli Istituti tecnici e professionali e di 200 ore nei Licei. A tal fine, sarà istituto (comma 41), a partire dall’A.S. 2015/16, presso le Camere di commercio, industria, artigiano e agricoltura, il registro nazionale delle imprese disponibili ad attivare i percorsi di alternanza scuola-lavoro. Sarà compito del Dirigente scolastico, come si legge nel comma 40, individuare nel suddetto registro le imprese, gli enti pubblici e privati con cui stipulare apposite convenzioni. Imprese, enti pubblici e privati potranno essere operanti anche nei settori del patrimonio e delle attività' culturali, artistiche e musicali, delle attività' afferenti al patrimonio ambientale e delle attività di promozione sportiva riconosciute dal CONI.

Per gli studenti partecipanti ai percorsi di alternanza scuola-lavoro sono organizzati dalle Istituzioni scolastiche, come si legge al comma 38 della 107/2015, corsi sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

I percorsi di alternanza contribuiranno sicuramente a superare o quanto meno a ridurre la distanza che attualmente separa il modo della scuola da quello del lavoro.

Al medesimo fine concorre anche il comma 60 della 107/2015, che prevede l’istituzione di Laboratori territoriali per l’occupabilità:

“Per favorire lo sviluppo della didattica laboratoriale, le istituzioni scolastiche, anche attraverso i poli tecnico-professionali, possono dotarsi di laboratori territoriali per l'occupabilita' attraverso la partecipazione, anche in qualita' di soggetti cofinanziatori, di enti pubblici e locali, camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, universita', associazioni, fondazioni, enti di formazione professionale, istituti tecnici superiori e imprese private, per il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

  1. orientamento della didattica e della formazione ai settori strategici del made in Italy, in base alla vocazione produttiva, culturale e sociale di ciascun territorio;
  2. fruibilita' di servizi propedeutici al collocamento al lavoro o alla riqualificazione di giovani non occupati;
  3. apertura della scuola al territorio e possibilita' di utilizzo degli spazi anche al di fuori dell'orario scolastico.”

I laboratori per l’occupabilità avranno il compito di far apprendere agli studenti, mediante l’esperienza pratica tipica del metodo laboratoriale, le caratteristiche e i metodi di produzione dei settori strategici del nostro Paese, in base alle diverse caratteristiche socio-economiche e culturali di ciascun territorio, allo stesso tempo, svolgeranno attività di orientamento e riqualificazione di giovani non occupati. Essi, pertanto, giuderanno i giovani, durante la frequenza del corso di studi e successivamente quando sono ormai usciti dal sistema scolastico.

Le suesposte esperienze di alternanza scuola-lavoro, il percorso di studi, le competenze acquisite, gli eventuali insegnamenti opzionali scelti, le esperienze culturali, artistiche, di pratiche musicali, sportive e di volontariato, svolte in ambito extrascolastico, verranno inserite nel curriculum dello studente, altra innovazione introdotta dalla Riforma al comma 28 della legge 107/2015. Il curriculum, che sarà valorizzato nell'ambito dell'esame di Stato, in quanto la commissione ne dovrà tener conto durante il colloquio (comma 30) riporterà dati e informazioni utili all'orientamento e all'inserimento in ambito lavorativo.

Il profilo dello studente, individuato nel curriculum, sarà successivamente associato a un’identità digitale. Al riguardo, dovrà essere emanato, entro centoottanta giorni dall’entrata in vigore della legge 107/2015, dal MIUR, sentito il Garante della protezione dei dai personali , un decreto per disciplinare “le modalita' di individuazione del profilo dello studente da associare ad un'identita' digitale, le modalita' di trattamento dei dati personali contenuti nel curriculum dello studente da parte di ciascuna istituzione scolastica, le modalita' di trasmissione al Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca dei suddetti dati ai fini di renderli accessibili nel Portale unico di cui al comma 136, nonche' i criteri e le modalita' per la mappatura del curriculum dello studente ai fini di una trasparente lettura della progettazione e della valutazione per competenze.”

I provvedimenti sopra descritti, previsti dalla Legge di Riforma per gli studenti di scuola secondaria di secondo grado, miglioreranno e innoveranno, se attuati, l’offerta formative delle nostre Istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, coinvolgendo nelle scelte gli alunni e favorendone l’inserimento nel mondo del lavoro.

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