Scuola trentina, novità in cantiere: piano di stabilizzazione, trilinguismo, continuità didattica

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Giulia Boffa – La scuola trentina ha approvato l’assestamento di bilancio del 2014 e ci sono importanti novità per la scuola, a partire dal reclutamento e dal trilinguismo.

Giulia Boffa – La scuola trentina ha approvato l’assestamento di bilancio del 2014 e ci sono importanti novità per la scuola, a partire dal reclutamento e dal trilinguismo.

Cambieranno le regole per il reclutamento del personale insegnante nelle scuole dell’infanzia. Entro l’anno verrà bandito un nuovo concorso che si affiancherà alla graduatoria attuale: dalle due classifiche verranno selezionati sia gli insegnanti a tempo determinato che quelli a tempo indeterminato. Verrà anche avviato il piano di stabilizzazione per gli insegnanti, anche di quelli a tempo parziale.

500 i docenti che verrebbero stabilizzati oltre i pensionamenti: questi ultimi calcolati in 1100 posti nel prossimo triennio ( sulla esclusiva base del parametro anagrafico) e ripartiti in 431 di Scuola Primaria, 356 di Scuola Secondaria di I Grado, 377 di Scuola Secondaria di II Grado.

Le immissioni in ruolo avverrebbero attingendo dalle graduatorie concorsuali (ordinario) e da quelle provinciali per titoli (GPT), come da legge, con una differenza: mentre i posti attualmente vacanti verrebbero assegnati immediatamente su sede, quelli temporaneamente disponibili vedrebbero una assegnazione su sede provvisoria con automatiche conferme per un triennio.

Verrà impartito l’insegnamento di tre lingue a partire dalla scuola d’infanzia, alla lingua italiana si affiancherà il tedesco e l’inglese. Occorreranno a questo scopo più insegnanti: nei prossimi 5 anni inoltre circa 100 insegnanti delle scuole dell’infanzia provinciali e circa altrettanti di quelle equiparate matureranno i requisiti per il pensionamento, che quindi saranno sostituiti nel turn over.

Prevista anche l’attivazione di un nuovo concorso per garantire l’accesso alla professione dei docenti abilitati e anche per i docenti di lingua straniera e di sostegno.

Un’altra delle novità più sentite nel piano della Provincia è il rilievo dato alla continuità didattica, che bloccherà la mobilità.

Ogni insegnante dovrà assicurare tre anni consecutivi di permanenza nel ruolo a cui è stato assegnato, prima di richiedere eventuali trasferimenti. Ciò permette di avere una garanzia sulla continuità didattica sulla sede di lavoro (cioè l’istituto scolastico), ma dà anche al docente una relativa tranquillità sul medio termine, abbastanza per poter programmare la propria vita.

I sindacati, però, criticano la contropartita in termini di flessibilità che verrà richiesta agli insegnanti, sulla quale si attendono ulteriori chiarimenti.

Le slides del piano regionale

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