Nove mosse per salvare la scuola. L’idea di Tettamanti (Agesc)

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Nove mosse per rimettere la scuola al centro. A indicare i punti salienti è Giancarlo Tettamanti, giornalista e autore di testi sul tema dell’educazione.

Sul sito Tempi.it, Tettamanti che è anche socio fondatore e membro del Consiglio Nazionale dell’Agesc (Associazione Genitori Scuole Cattoliche), mette al primo punto proprio la revisione della legge 62/2000, quella “che colloca, accanto alle scuole statali, quelle non statali paritarie, con una sostanziale parità di funzione e di ruolo nel perseguimento degli obiettivi”.

Tale legge sarebbe monca, perché ha trascurato l’aspetto economico e perché incoerente con l’articolo 33 della Costituzione. Secondo Tettamanti, “la libertà di insegnamento non si accorda con una visione scolastica centralizzata e burocratica, fondata sulla regolamentazione, sulle circolari e sulle ore di anticamera per ottenere qualche soldo”.

Se questa è la premessa per ridare valore alla scuola, le altre sono consequenziali. Servirebbe infatti nella visione di Tettamanti l’autonomia di tutti gli aspetti della scuola e andrebbe destatalizzato l’attuale sistema centralizzato a favore di iniziative che provengono dai soggetti interessati.

Nell’elenco dei punti, Tettamenti ne prevede uno anche per i docenti che vanno “qualificati e professionalizzati” oltre che pagati di più.

Non manca il punto specifico sulla revisione costituzionale dell’articolo 33 (dedicato al libero insegnamento dell’arte e della scienza e alla libertà delle stesse espressioni dell’intelletto), perché nella visione di Tettamanti non è applicato. Per vederne piena applicazione servirebbe una parità anche economica dei sistemi scolastici affinché i cittadini siano lasciati liberi di scegliere  in che modo provvedere all’istruzione sulla base della fiducia.

Infine, il nono punto è dedicato al titolo di studio che non dovrebbe più avere valore legale. “Va superata l’incompatibilità tra libertà di insegnamento ed esami di stato. Solo se l’ordine degli studi verrà svincolato dal monopolio statale del sapere e dell’educazione – scrive testualmente Tettamanti – si potrà avere un sistema scolastico libero”.

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