Novara: “L’insegnante di oggi fa ciò che faceva il suo insegnante. Usare metodi vecchi in un contesto diverso e nuovo è semplicemente ridicolo”

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A gennaio scorso una lettera pubblicata su Siracusa News da una famiglia finlandese trasferitasi a Siracusa ha acceso i riflettori sul sistema scolastico.

Questa famiglia, delusa dal sistema educativo italiano, ha deciso di trasferirsi in Spagna, suscitando una serie di reazioni da parte degli insegnanti, dirigenti e molti altri che si sono sentiti offesi dalle loro parole. La mamma finlandese ha criticato la mancanza di modernità nel metodo di insegnamento italiano.

Il pedagogista Daniele Novara afferma che le critiche mosse dalla famiglia rappresentano ciò che gli esperti hanno segnalato per anni: “L’insegnante di oggi fa ciò che faceva il suo insegnante. Usare metodi vecchi in un contesto completamente diverso e nuovo è semplicemente ridicolo”.

La lettera evidenzia alunni che appaiono annoiati e indisciplinati e Novara conferma che tali sintomi sono conseguenza di un metodo scolastico obsoleto che impone agli alunni di rimanere seduti e ascoltare per l’intera giornata.

Secondo Novara, la soluzione risiede in un cambiamento radicale dell’approccio educativo italiano. Il pedagogista sottolinea l’importanza di una formazione pedagogica adeguata per gli insegnanti e l’introduzione della figura del pedagogista nelle scuole. Critica anche l’approccio prevalente che privilegia la psicologia e la neuropsichiatria infantile a scapito della pedagogia.

Daniele Novara insiste sul fatto che l’Italia possiede una delle figure pedagogiche più importanti, Maria Montessori, eppure la sua eredità sembra essere trascurata nelle scuole italiane. Novara evidenzia come, nonostante esistano metodi efficienti e a basso costo per migliorare l’istruzione, come il suo metodo maieutico, il sistema attuale ostacola il cambiamento.

La lettera della mamma finlandese funge da sveglia per l’Italia, sottolineando la necessità di riformare il sistema scolastico. Novara chiude con un appello alle istituzioni: “Cambiamo la scuola e cambiamola insieme”.

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