“Nonostante tutto i docenti sono soddisfatti della loro professione”. Ricerca IPSOS-Cisl Scuola

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Nonostante non si senta riconosciuto come dovrebbe sul piano retributivo e sociale, il personale insegnante si dichiara nella stragrande maggioranza (80%) soddisfatto della propria scelta professionale.

Percentuale che scende abbastanza nettamente per i dirigenti scolastici (60%), probabilmente a causa dell’accresciuto disagio causato dall’emergenza pandemica che ha visto notevolmente aumentare il peso delle responsabilità organizzative e amministrative.

Per quanto riguarda i docenti, il dato smentisce tanti luoghi comuni che li vorrebbero prevalentemente delusi e insoddisfatti: ma forse ancor più inatteso quello che riguarda i genitori degli alunni, fra i quali la percentuale di chi è soddisfatto della scuola frequentata dal proprio figlio arriva all’86%.

Un dato – segnala il report sulla ricerca – che appare ancor più positivo se raffrontato alla stima espressa dalle famiglie verso il sistema scolastico nel suo complesso, che si attesta sul 70%. Una differenza che “si spiega con la distanza tra ciò che viene vissuto in prima persona – più positivo, più affidabile e soddisfacente – e quello che viene percepito in modo mediato e costruito socialmente nell’immaginario collettivo”.

Sono alcuni degli esiti della ricerca “Comprendere la scuola oggi”, che l’IPSOS di Nando Pagnoncelli ha condotto per conto della CISL Scuola e che lo stesso Pagnoncelli, dopo le anticipazioni fornite in occasione del Congresso Nazionale del sindacato svoltosi a Riccione dal 16 al 18 marzo, ha presentato oggi a Roma, rendendo disponibile la nutrita serie di slide che restituiscono gli esiti della ricerca, condotta attraverso interviste a insegnanti, dirigenti scolastici e genitori.

Suddivisa in tre capitoli, il primo dei quali riguarda la scuola come luogo di lavoro, l’indagine affronta anche il tema delle relazioni fra i diversi soggetti all’interno del mondo della scuola, dedicando la terza parte alle problematiche indotte dall’emergenza coronavirus.

Per quanto riguarda il primo ambito di ricerca (La scuola come luogo di lavoro), oltre a quanto già detto in ordine al livello di soddisfazione di insegnanti e genitori, eccessiva burocrazie ed elevato numero di alunni per classe sono gli elementi che generano maggior disagio fra i docenti, insieme al numero delle riunioni e alle carenti dotazioni tecnologiche; ancor più marcata l’insofferenza dei dirigenti (93%) per la preponderanza di aspetti burocratici nel loro lavoro.

Le aree su cui viene espressa una più diffusa richiesta di aggiornamento da parte dei docenti sono la didattica per i Bisogni Educativi Speciali e le tematiche relative alla condizione giovanile: le percentuali rilevate coincidono con quelle su cui i genitori, che in altissima percentuale li ritengono ben preparati, ritengono vi sia più bisogno di colmare qualche carenza (15% sui BES, 17% su condizione giovanile) nella preparazione degli insegnanti.

La situazione degli edifici scolastici, e in particolare la loro sicurezza, sono di gran lunga l’aspetto che solleva maggiori preoccupazioni, insieme all’affollamento delle classi e alla carente dotazione digitale.

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