Non voleva andare in pensione prima dei colleghi maschi: il giudice le dà ragione

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Era stata mandata in pensione a 65 anni, secondo la legge del Governo Monti, che obbligava le lavoratrici pubbliche al riposo al compimento del 65esimo anno di età, mentre per gli uomini prevedeva il trattenimento in servizio, fino a 66 anni e 3 mesi.

Era stata mandata in pensione a 65 anni, secondo la legge del Governo Monti, che obbligava le lavoratrici pubbliche al riposo al compimento del 65esimo anno di età, mentre per gli uomini prevedeva il trattenimento in servizio, fino a 66 anni e 3 mesi.

Ma la docente non ha accettato l'idea del pensionamento ed ha presentato ricorso al tribunale del lavoro, che le ha dato ragione.

Il giudice ha dichiarato l'illegittimità del collocamento in pensione d'ufficio ed ha scritto nell'ordinanza che è fondato il rilievo della docente riguardo la discriminazione per sesso, contraria alla normativa comunitaria, che l'Italia era già stata sollecitata a rispettare dalla Corte di giustizia europea.

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