“Non vogliamo elemosine”, Professione Insegnante invita i docenti a rifiutare gli incarichi per attività aggiuntive non obbligatorie

di redazione
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Per noi di Professione Insegnante – scrive il Prof. Libero Tassella – una protesta efficace e praticabile da parte dei docenti è quella dell’astensione dalle attività aggiuntive e delle dimissioni da ogni incarico.

Attraverso questa forma di protesta – prosegue Tassella – che non interrompe certo i doveri contrattuali e morali di un docente, si potrebbe disinnescare dall’interno il processo di

aziendalizzazione della scuola e si paleserebbero il disagio e la rabbia conseguenti alla scarsa considerazione che il Governo mostra nei confronti degli insegnanti offrendoci briciole, nell’ipotesi di un rinnovo del contratto, mancette, bonus e premi.

Inutile lamentarsi nei corridoi delle scuole e sui social – conclude il Prof. Tassella – per l’aumento degli 85 euro lordi, per lo strapotere dei Dirigenti, per gli effetti della 107, per come si è trattati dai governi senza poi dar voce allo sdegno. Esiste un’arma per mettere in difficoltà le scuole: le dimissioni da ogni incarico e l’ astensione da ogni attività aggiuntiva.

Se non si userà quest’arma il potere contrattuale dei docenti risulterà nullo e nulla si avrà in cambio al di fuori di mancette ed elemosine.

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