Non un’idea di “Scuola Possibile, ma un’idea di “Scuola Credibile”. Lettera

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Il movimento “Cinque Stelle” sta proponendo, in questi giorni, il suo “Manifesto”, una “Scuola Possibile”, con l’obiettivo strumentale di abolire la legge sulla “Buona Scuola”.

Le tematiche appartengono ad un disco rotto che continua caparbiamente a suonare: dispersione scolastica, alternanza scuola-lavoro, formazione e reclutamento dei docenti…

Pressappochismo, improvvisazione, velleitarismo, sono le pessime compagnie che da tempo accompagnano le diverse ipotesi di cambiamento
nel mondo della scuola e che, spesso si rivelano deleterie e deludenti per alunni, docenti e famiglie.
Le inadeguatezze del sistema scolastico sono, ormai, a tutti note e la crescente complessità della vita sociale, richiede interventi multipli ed efficaci che dovrebbero riguardare aspetti non formali, ma strutturali con competenze differenziate in ambito pedagogico, relazionale, tecnico, scientifico, metodologico ecc.

La scuola, in pratica, per ben funzionare, non ha bisogno di proposte ed idee “Possibili”, ma di proposte ed idee “Credibili”.
Bisogna, soprattutto, puntare a recuperare il dialogo interrotto da decenni con i docenti, le famiglie, l’associazionismo e la società civile tutta e lavorare a stretto contatto con le diverse realtà educative per dare prospettive concrete, serie e credibili ad un lavoro scolastico sempre più bistrattato, investito di nuove e sempre più complesse problematiche e legato, solo ed esclusivamente, alla creatività e all’inventiva professionale di ciascuno.

Occorrono interventi e investimenti che stimolino, rendendola di fatto necessaria, l’abitudine alla ricerca educativa, restituendo in questo
modo sostanza e credibilità a questa essenziale e indispensabile componente della vita sociale.
I cambiamenti di questi ultimi anni, non hanno fatto bene né alla scuola, né alla società. Pertanto, non bisogna aver paura di restituire ai docenti il giusto riconoscimento e attribuire precise responsabilità. È lecito sostenere la qualità dell’insegnamento con la ricerca, perché, solo una scuola che si afferma e si realizza nella studio e nella ricerca, che ha una chiara consapevolezza dove vuole arrivare, quali strumenti e quali spazi utilizzare, può veder crescere la propria professionalità e credibilità. Senza l’impegno e la promessa della ricerca, non si riuscirà mai ad aprire una nuova stagione educativa produttiva, coinvolgente e stimolante.

Fernando Mazzeo

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