Non tutti gli infortuni vanno risarciti, se cadi in un “luogo conosciuto” potresti non averne diritto. Sentenze

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Diverse le sentenze che affrontano contenziosi riguardanti richieste risarcitorie proposte in relazione ad accadimenti verificatesi a scuola. Non sempre si ha diritto al risarcimento del danno perchè dipende anche da come ci si fa male, non basta farsi male per essere risarciti.

Il fatto

Una docente percorreva il cortile della propria scuola dove lavorava quando “inciampava in una buca presente nella pavimentazione del cortile e cadeva rovinosamente e frontalmente al suolo” riportando varie lesioni. Veniva citato in giudizio il Comune dinanzi al locale tribunale per sentirne dichiarare, quale proprietario del plesso scolastico ed ente obbligato alla sua manutenzione, la responsabilità per le lesioni subite e sentirlo condannare al risarcimento dei relativi danni non patrimoniali e patrimoniali subiti. Il caso arriva alla Corte d’Appello di Lecce sede distaccata di Taranto 09-10-2020 che rigetta l’appello confermando la sentenza negativa di primo grado.

Si ha il dovere di tenere una condotta diligente

I giudici affermano che “il dovere di solidarietà sociale su cui si fonda la convivenza civile (art.2 Costituzione) impone ad ogni soggetto di tenere una condotta che eviti di porre a carico degli altri le conseguenze dannose che possono evitarsi con l’uso dell’ordinaria diligenza dell’uomo medio. Espressione del dovere di solidarietà sociale è l’art.1227 c.II c.c. (richiamato per il danno da fatto illecito dall’art.2056 c.c.) che esclude la risarcibilità dei danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando l’ordinaria diligenza. Se il soggetto danneggiato non può pretendere il risarcimento dei danni ulteriori che avrebbe potuto evitare usando la ordinaria diligenza, a maggior ragione il danneggiato non può pretendere il risarcimento del danno che poteva evitare con tale diligenza. Tali principi devono guidare anche l’interpretazione e la applicazione dell’art.2051 c.c., perché diversamente se ne farebbe una applicazione e un’interpretazione contrari all’art.2 Costituzione, finendo con l’ammettere il diritto al risarcimento anche in capo a coloro che con l’uso della diligenza dell’uomo medio avrebbero potuto evitare la situazione di pericolo e il danno. E la condotta imprudente del danneggiato, in quanto contrastante con la diligenza richiesta allo uomo medio e che normalmente ci si aspetta dall’uomo medio per evitare e neutralizzare il pericolo, costituisce un fattore causale eccezionale ed imprevedibile integrante il “caso fortuito” di cui all’art. 2051 c.c. (nel senso della condotta imprudente del danneggiato quale “caso fortuito” idoneo ad interrompere il nesso causale, ex multis, Cass.civ. sez.III 17.01.2020 n.858, Cass.civ. sez.VI 3.04.2019 n.9315, Cass.civ. sez.VI 28.07.2016 n.15718, Cass.civ. sez.VI 26.07.2016 n. 15399, Cass.civ. sez.III 22.06.2016 n.12895, Cass.civ. sez.VI 24.09.2015 n.18903), il fattore imprevedibile e sopravvenuto che interrompe il nesso causale tra la condotta dell’ente e il danno (art.41 c.II C.P.)”.

Cadere all’interno di una scuola ed in luogo conosciuto può non legittimare il risarcimento danno

“Nel caso esaminato, posto che la docente lavorava presso l’istituto scolastico nel cui cortile è caduta e che l’evento lesivo si è verificato lungo il tragitto per raggiungere l’uscita della scuola, che questa è una condotta abituale al termine di ogni giornata lavorativa, si deve presumere che la stessa, come ritenuto dal giudice di primo grado, ben sapesse della situazione dei luoghi e delle condizioni dunque del cortile e del percorso per raggiungere l’uscita. Altrettanto rilevante ai fini del giudizio sono le circostanze che al momento della caduta piovesse abbondantemente che il cortile fosse pieno di acqua e la buca fosse ricolma di acqua. La pioggia abbondante e la presenza di acqua piova su tutto il cortile già di per sé consigliavano infatti particolare prudenza. La presenza poi di una buca ricolma di acqua consigliava sicuramente di evitarla in quanto il ristagno dell’acqua era sintomatico della presenza di buche e sconnessioni. Consegue un giudizio di prevedibilità e di evitabilità dell’evento e di grave imprudenza nella condotta tenuta dalla docente. Tale condotta, si ribadisce, in quanto contrastante col parametro della diligenza dello uomo medio e con quanto da questo, secondo tale parametro, ci si attende in situazioni del genere, costituisce un fattore causale eccezionale e non prevedibile integrante il caso fortuito, ai sensi e per gli effetti di cui all’art.2051 c.c., idoneo ad interrompere il nesso causale tra la cosa e l’evento lesivo. I danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dalla docente vanno perciò ricondotti sotto il profilo causale al “caso fortuito” costituito dalla condotta della stessa”.

Così hanno deciso i giudici. Sicuramente ci sarà da riflettere.

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