Non solo effetti negativi dal lockdown: in calo i bimbi affetti da mal di testa. La ricerca del Bambino Gesù di Roma

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Non solo effetti negativi durante il lockdown. Nei mesi trascorsi chiusi a casa per colpa della pandemia, i bambini affetti da cefalea hanno visto diminuire gli attacchi di mal di testa grazie soprattutto al calo della tensione scolastica.

Lo rileva uno studio condotto su oltre 700 famiglie dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con 9 centri cefalee italiani. I risultati della ricerca, appena pubblicati sulla rivista ‘Cephalalgia’, documentano l’impatto rilevante di fattori emotivi come ansia e stress sulla frequenza e sull’intensità delle cefalee pediatriche.

Il mal di testa, o cefalea, è molto frequente non solo negli adulti, ma anche tra i bambini – ricorda l’ospedale in una nota – specialmente in età scolare. Ne esistono diversi tipi, con evoluzione e implicazioni terapeutiche completamente diverse. Nell’indagine sono state arruolate 707 famiglie con bambini e adolescenti tra i 5 e i 18 anni, con diagnosi di cefalea primaria (emicrania e cefalea tensiva).

A genitori e figli è stato somministrato un questionario anonimo che esplorava l’andamento del mal di testa prima e durante il lockdown, le caratteristiche della malattia (frequenza e intensità degli attacchi), le terapie seguite (quali e quanti farmaci), le variazioni dell’umore, degli stili di vita e dell’attività scolastica per valutare l’impatto di questi fattori sulla cefalea.

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