Non si può misurare il merito dei docenti precari dopo tre anni di insegnamento. Lettera

Stampa
ex

inviata da Prof.Gennaro Cavallo – Sacrosanto pensare al bene degli studenti ma un pensiero anche per i docenti ai tempi del COVID-19.

Nei giorni scorsi ho letto su Facebook un post della Senatrice Granato dal titolo: “LEGA VOTERÀ AGGIORNAMENTO GRADUATORIE PROVINCIALI?”

Ritengo doveroso far sapere alla Senatrice, e a quanti la condividono, che il suo ragionamento, impantanato nella sterile diatriba partitica, fa acqua da tutte le parti: non fotografa la realtà del personale docente nella scuola attuale non tiene conto del fatto che l’Amministrazione non può fare l’ “usa e getta” dei docenti e non rispecchia le disposizioni della giustizia
europea e italiana sul personale docente. E mi spiego:

1. I sistemi scolastici, tra cui quello italiano, devono disporre di un congruo numero di docenti pronti a sostituire i titolari in caso di necessità o di assenza, al fine di assicurare agli studenti e alle loro famiglie la formazione e lo sviluppo armonico della persona, in piena sicurezza, secondo le finalità della Scuola. A questa necessità si sopperisce in parte con la disponibilità di docenti già in servizio e, in secondo luogo, con la disponibilità di docenti assunti a tempo determinato da graduatorie varie (i cosiddetti “precari”). Senza di essi la scuola non può garantire né la didattica né lo svolgimento delle molteplici attività scolastiche a favore degli studenti.

2. La nostra Amministrazione farraginosa e irrazionale, che distingue posti dell’organico di diritto da quelli dell’organico di fatto, assume migliaia di precari su posti “di fatto” con contratti annuali, ricorrendo a quei
meccanismi burocratici creati ad arte, che ledono i diritti e assottigliano le opportunità del personale scolastico (docenti, ATA e dirigenti), similmente a come fanno i furbetti per eludere il fisco o le norme vigenti.

Allo scempio di migliaia di docenti ingabbiati nel meccanismo dei contratti a tempo determinato mise un freno il presidente sloveno della Corte di Giustizia europea, Marko Ilesicla, il quale il 26 novembre 2014 accolse le istanze dei docenti e sentenziò l’illegittimità dei contratti a termine per i docenti italiani con oltre trentasei mesi di insegnamento, obbligando il MIUR a stabilizzare, ossia ad assumere circa 250.000 docenti (dico oltre DUECENTOCINQUANTAMILA), “sfruttati” per tre anni. E passerà alla storia anche l’orribile modalità di assunzione che i Suoi alleati di Governo nel 2015 affidarono ad un algoritmo, dichiarato inappropriato dal CDS (Cfr. sentenze n. 8472/3/4 del 2019), per mancato rispetto dei principi di conoscibilità,
di non esclusività e di non discriminazione della decisione algoritmica. E se per caso non ricordasse quale risvolto politico ebbe quella mesta pagina di Storia della scuola si rivolga al senatore Renzi, che non l’ avrà di
certo dimenticato.

Purtroppo il lupo perde il pelo ma non il vizio, per cui, nonostante le bacchettate europee si continua oggi, senza alcun contegno, a divorare i diritti del personale scolastico con contratti annuali, che, stando ai dati
pubblicati da informazionescauola.it, è una folla di 187.865 docenti e di 36.574 ATA, a cui si aggiungono i circa 3000 DSGA, e circa 700 posti vacanti di DS coperti da “reggenti”.

3. Senatrice, Lei parla di merito: va bene! Allora questo merito sia valutato prima dell’assunzione a tempo determinato e prima dell’inserimento in graduatoria, cosicché se un docente non fosse meritevole l’Amministrazione potrebbe non assumerlo. Ma poi, se ci pensa, non bastano i requisiti della laurea, dei 24 CFU e delle abilitazioni per insegnare?

Bene, allora provvedete a emanare nuove norme in merito. Ad un
docente che ha lavorato per tre anni e sul campo, ovvero a scuola, ha acquisito competenze professionali e che arricchisce il proprio curriculum con uno o più titoli accademici e culturali, non si può sollevare il
problema del merito, anche perché il sistema delle graduatorie a punteggi non è discrezionale, anzi, rispecchia il merito e questo fa la differenza tra chi ha più esperienze e più titoli e chi ne ha di meno.

4. Manca nel Suo ragionamento l’analisi economica delle ricadute positive delle assunzioni con stabilizzazione del personale precario. Sappia che ogni singolo assunto (docente o non docente), se stabilizzato, può contribuire allo sviluppo economico del Paese: oggi un precario non può fare progetti di medio-lungo termine, come il metter su famiglia o acquistare una casa. E questo aspetto non può sottovalutarlo un  parlamentare, specialmente in questo periodo di brusca crisi economica che è stimata dall’ANSA in -9,9% di PIL a fine anno.

5. Ritengo che il senatore Mario Pittoni e quanto afferma meritino attenzione e rispetto, così come li meritano quelle migliaia di lavoratori precari, sempre pronti e già integrati nel nostro sistema scolastico
puntellato, in equilibrio “precario”, in tutte le regioni del Paese. Lei scrive che “Pittoni pensa di saperne di più dell’intero apparato tecnico e legislativo a supporto del ministro dell’istruzione e della maggioranza
parlamentare”. E’ l’unica cosa esatta che ha scritto, a mio avviso, perché l’“intero apparato tecnico e legislativo”, che Lei menziona, deve prendere atto che “stabilizzare tutti” i docenti che hanno prestato tre
anni di servizio, oltre ad essere un dovere morale del Ministero dell’istruzione, a suggello della legalità e dell’equità, è un obbligo sancito dalla Corte europea nel 2014 e dalla sentenza 686/2020 del CDS.
I vertici del Ministero dell’Istruzione negli ultimi due anni non hanno fatto nulla secondo quell’onestà che Lei, l’on. Azzolina e company pretendevate (eccezion fatta per Fioramonti che, inascoltato, si è dimesso per
coerenza e onestà politica) tant’è che ancor’oggi manca un chiaro piano di assunzioni per i prossimi anni, a copertura di tutti i posti disponibili e del turnover annuale. Senatrice, è tempo di alzare chi occhi e guardare
lontano.

Tenga conto che i docenti precari, ai quali non avete consentito di aggiornare le posizioni nelle graduatorie e che continuate a “tenere in fresco” sono le stesse persone che oggi continuano a lavorare onestamente per la scuola italiana, spesso sacrificando le proprie famiglie i propri progetti di vita (e per questo meritano il nostro plauso), e che due anni fa, insieme a Lei sostenevano quel Movimento di cui fa parte e scendevano in
piazza contro i vostri attuali alleati di governo gridando: ONESTÀ!

Stampa

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur