“Non si può contare sullo spirito missionario dei docenti, serve restituire dignità alla categoria”. Sabrina Carreras ad Orizzonte Scuola

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“Umberto Galimberti all’ultimo Festival della Filosofa di Modena ha sollevato il tema del ruolo degli insegnanti, e in particolare di quelli che non avrebbero la passione e la formazione pedagogica per insegnare. Ecco, io credo che il tema vada ribaltato”.

Sabrina Carreras, giornalista Rai, autrice del libro Ora o mai più: riprendiamoci la scuola edito da Chiarelettere, interviene nella querelle indotta dalle dichiarazioni del professor Umberto Galimberti. Alla vigilia della presentazione a Bologna del suo volume, che avverrà domani 23 settembre alle ore 19 al Parco della Montagnola, Sabrina Carreras, autrice di puntate della trasmissione di Raitre, Presa diretta, ha accettato di dialogare con noi sull’attualità dei temi scolastici rilanciati dalla sua inchiesta.

La campagna elettorale ignora la scuola

“Si sta per chiudere la campagna elettorale – spiega Carreras – e basta dare un’occhiata anche veloce ai programmi dei vari partiti e coalizioni per rendersi conto che la scuola e l’istruzione sono agli ultimi posti nei rispettivi programmi. Con proposte e ricette peraltro molto vaghe, che sembrano più auspici che obiettivi. Tutti i partiti ad esempio hanno promesso di stabilizzare i precari e aumentare lo stipendio degli insegnanti. Bene. Viva. Ma con quali e quante risorse? E soprattutto in che modo l’incremento degli stipendi si tradurrebbe in un miglioramento del risultato formativo, visto che la missione della scuola non è dare stipendi agli insegnanti ma formare i ragazzi? Nessuno dei programmi ha preso in considerazione ciò che è più urgente per la scuola: cosa si insegna nelle aule? Con quali metodi? In altre parole quali sono cioè gli obiettivi formativi del nostro sistema scolastico?”

Le sfide

Non è una cosa da poco, prosegue l’analisi della giornalista, “visto che l’ultima riforma organica del nostro ordinamento scolastico risale a più di 100 anni fa, con la riforma Gentile. Sono convinta però che per avere idee forti sul riordino della scuola bisogna avere idee chiare sui modelli di conoscenza e di società che si intendono realizzare. Una visione di lungo periodo. E questa è la vera sfida che dovrà affrontare il nuovo governo. E non c’è da inventare nulla di nuovo. Nel mio libro, Ora o mai più: riprendiamoci la scuola, ho raccontato le storie di chi ogni giorno trova soluzioni e non si arrende al paradigma del declino, ad esempio sperimentando modi nuovi di insegnare la matematica o l’italiano. E non si tratta di casi isolati: c’è un vero e proprio movimento di insegnanti, presidi, genitori, studenti ma anche sindaci, scienziati, architetti, ingegneri, economisti e associazioni che costruiscono il futuro a partire dalla nostra scuola pubblica. Per me sono storie queste di coraggio, nel senso etimologico di mettere cuore e azione, perché portare avanti dei cambiamenti non è facile in un sistema come quello italiano e in particolare della scuola, ingessato dalla burocrazia e soprattutto dalla logica del controllo”.

La provocazione di Galimberti e la realtà della scuola

“Umberto Galimberti all’ultimo Festival della Filosofa di Modena – ricorda Carreras – ha sollevato il tema del ruolo degli insegnanti, e in particolare di quelli che non avrebbero la passione e la formazione pedagogica per insegnare. Ecco io credo che il tema vada ribaltato. Che occorra partire dalla necessità di restituire dignità ai nostri docenti che negli ultimi anni sono stati abbandonati dalla politica e da qualsiasi forma di investimento. Ad esempio, è mai possibile che per diventare insegnante alle scuole medie e superiori non ci sia un corso di studi dedicato, come avviene ad esempio per la scuola primaria? E’ possibile che in questi corsi di studi ci sia poco o nulla sulla pedagogia, sull’imparare ad insegnare, e tutto si risolva alla pura nozionistica di italiano, matematica o scienze? E una volta entrati dentro la scuola è possibile che il nostro corpo docenti sia diviso, come mi racconta uno dei protagonisti del mio libro, tra missionari e disillusi: tra chi si impegna ad esempio per innovare il proprio metodo di studio e chi tira fuori il proprio quaderno di appunti per replicare la lezione di sempre; tra chi non si arrende ai dati vergognosi della dispersione scolastica italiana e va a cercare i ragazzi a casa e chi invece si limita a chiudere la porta della propria aula e fare l’appello? Tutto questo non è ammissibile: non si puo’ pretendere missionari. Serve restituire, lo ripeto, dignità agli insegnanti. Con investimenti seri sulla loro formazione e sulla loro carriera. E per fare questo è necessario che ci sia un forte movimento di opinione che accompagni i cambiamenti e le riforme necessarie. Perchè una scuola che funziona già c’è: bisogna però pretendere tutti che sia messa a sistema”.

Con la presentazione del suo libro, Sabrina Carreras chiuderà domani, 23 settembre, gli appuntamenti di settembre di “Elastica nel parco”, la rassegna letteraria al Parco della Montagnola organizzata da Elastica in collaborazione con Frida nel parco e Librerie Ubik di Bologna. L’appuntamento è per venerdì 23 settembre alle 19 al chiosco di Frida (via Irnerio, 2/3 – ingresso libero). L’autrice dialogherà con Federico Taddia, autore televisivo, saggista, conduttore televisivo, giornalista, conduttore radiofonico: attualmente conduce su Radio24 il programma “I Padrieterni”, scrive su La Stampa e Topolino, collabora al programma DiMartedì di Giovanni Floris e a Le parole di Massimo Gramellini. È ideatore del programma La Banda dei fuoriclasse su Rai Gulp.

Ora o mai più”. Il libro sulla scuola

La nostra intervista all’autrice, Sabrina Carreras

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