Non si può attribuire la colpa di tutto sempre agli insegnanti! Lettera

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Inviato da Rossana Fois – Vorrei intervenire in merito alle affermazioni dell’esperto del lavoro, signor Pietro Ichino, a proposito della promozione sociale dei “poveri” attraverso il “potenziamento della scuola”.

Secondo quanto scrive sul suo sito e da voi riportato sulla vostra pagina web, ciò dovrebbe avvenire mediante il “miglioramento della qualità dell’insegnamento”, mandare gli insegnanti “dove occorre e non dove fa comodo a loro” e valutarli tenendo in considerazione “l’opinione espressa su di loro dalle famiglie e dagli studenti.”

Ecco, il solito “esperto” che non ha capito granché della scuola e di chi la vive quotidianamente!

Non sono un’esperta, ma nella scuola ho vissuto la maggior parte della mia vita, prima come studente, poi come insegnante e mi sento di poter affermare che il problema dell’istituzione scolastica non deriva da “quegli insegnanti che non conoscono la materia … o non sanno insegnarla, o … non hanno voglia di farlo” il problema della scuola è la scuola stessa nel suo insieme!

Credo necessario – oltre che urgente – un capovolgimento totale perché essa davvero possa funzionare come “ascensore sociale”. La nostra scuola è un’istituzione vecchia, incapace di rinnovarsi. Non è cambiato molto negli anni, se non in peggio. Si è sempre posto in primo piano il risparmio nelle varie “riforme” che si sono succedute nel tempo. Si fa persino fatica ad introdurre strumenti tecnologici, che ormai dovrebbero essere garantiti a tutti. Gli spazi sono spesso inadeguati, ricavati in edifici dismessi. Si costringono gli studenti ad acquistare e portarsi dietro libri di testo pesanti e voluminosi, dei quali, se va bene, se ne utilizzerà appena il dieci per cento. A scuola spesso ci si annoia e non parlo solo degli studenti.

Non si può attribuire sempre la colpa di tutto questo agli insegnanti! Che fanno il loro lavoro come possono, nelle difficoltà, anche quelle di dover abbandonare la propria casa e famiglia per trasferirsi non “dove fa comodo a loro”, come dice il nostro esperto del lavoro, ma dove “l’algoritmo” li spedisce!

La scuola dovrebbe essere accogliente, attrattiva, non respingente. Un insegnante capace e ce ne sono tanti, può fare molto in questo senso, ma non troppo quando deve fare i conti con classi numerose, demotivate, programmi vecchi da seguire, verbali, registri da compilare, oltre che, naturalmente “un congruo numero di valutazioni”. Tutto viene riportato nei vecchi binari della banalità quotidiana!
Il lavoro scolastico dovrebbe avvenire in classi dinamiche, aperte, con spazi luminosi, dovrebbe essere collaborativo, di condivisione di responsabilità tra allievi e insegnanti, ricerca e crescita comune e non ridursi sempre ad un voto che svilisce anche i migliori.

Nell’ultimo periodo di pandemia abbiamo avuto, credo, la possibilità di ripensare la scuola, di rifondarla completamente. Tutto è rimasto penosamente uguale, tranne i ridicoli banchi con le rotelle.

Tutto questo è deprimente per chi crede nella scuola e nella sua capacità di formare persone pensanti. Un’ultima cosa, a proposito della valutazione del lavoro degli insegnanti. Secondo il nostro esperto si dovrebbero ascoltare le opinioni dei genitori! Certo non è consapevole del fatto che costoro spesso si preoccupano unicamente del voto e non di ciò che i loro figli hanno appreso in fatto di formazione.

La polemica, Ichino: “Quasi ogni classe ha almeno un professore che per incapacità o negligenza non svolge in modo appropriato il proprio servizio”

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