Non si devono fare i progetti durante le ore frontali di lezione. Lettera

di redazione
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Mario Bocola – Non si devono fare i progetti durante le ore frontali di lezione perché vanno ad inficiare la didattica e distolgono gli alunni. I progetti devono essere solo extracurriculari e non paralleli alle ore di lezione.

Inoltre, svolgendoli durante le ore di lezione danneggiano la professionalità di quei docenti che nelle ore mattutine a scuola si dedicano anima e corpo alla didattica tenendo a cuore la formazione dei propri alunni. E poi vi sono anche delle ricadute economiche: docenti che non fanno progetti durante le ore curriculari contro docenti che, invece, li svolgono.

Si innesca così una furibonda guerra tra poveri e a farne le spese sono sempre gli alunni. È noto che un tempo non c’era i progetti né curriculari, né extracurriculari: esisteva la programmazione educativo-didattica ora si stilano, progettazioni didattiche, schede di progetti con una miriade di obiettivi e finalità da far girare la testa.

Tante vuote parole che non trovano alcuna efficacia nella pratica quotidiana del lavoro nelle classi e ricadute positive sugli alunni.

È ora di prendere in considerazione o meglio di tornare alla didattica tradizionale, quella che ha funzionato per oltre settanta anni e che poi è stata cestinata perché vecchia ed obsoleta. La scuola italiana è distrutta, vilipesa, annientata, sbeffeggiata, torturata, ridotta a brandelli, avendo persino perso persino i suoi connotati di istituzione e di formazione navigando in un immenso mare di progetti. Progetti di tutte le specie e le fatture che sottraggono tempo alla didattica “autentica”, quella cioè che deve formare il futuro cittadino, l’uomo competente e preparato ad affrontare le sfide del complesso mondo dell’esistenza.

Torniamo a riscoprire il valore vero, autentico e reale della didattica, di quella didattica, cioè, che trasmette saperi, conoscenze da tradursi in abilità e non lasciamoci naufragare in quella miniera di progetti che ogni giorno vengono diramati alle scuole. I nostri alunni non sanno più coniugare i verbi, non sanno leggere, non sanno scrivere una frase semplice, non conoscono le regole elementari le la scuola di oggi che fa: continua a fare un mare di progetti che non accrescono affatto le abilità linguistiche e comunicative ma stanno solo affossando la scuola facendole perdere sempre più i suoi connotati di luogo di crescita e di conoscenze.

Cerchiamo di riportare la scuola nel suo originale alveo, torniamo ad insegnare la grammatica italiana, la matematica, le lingue straniere, mettendo in cantiere molti progetti che non fanno altro che creare disordine e confusione negli alunni. Cerchiamo di preparare una generazione di alunni preparati che si approprino delle competenze importanti per la vita lavorativa e che sappiano risolvere i problemi reali che, di volta in volta, si presentano. Insomma ritorniamo a FARE SCUOLA, rendendola più formativa anche con i nuovi mezzi di informazione che sono veramente potenti.

La scuola di un tempo ha formato generazioni di alunni che hanno dato lustro al nostro Paese, invece, la scuola di oggi cosa produce? Con tanti progetti produce un evidente analfabetismo di ritorno.

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