Non servono banchi avveniristici, ma ristrutturazioni vere. Lettera

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Inviato da Carla Pase – Sono un’insegnante di scuola primaria in pensione da otto anni. Ho insegnato per 40 anni quindi ho visto passare tanti ministri, tante innovazioni, tanti cambiamenti positivi e molti negativi.

I tagli degli insegnanti sono stati disastrosi, i sostegni mancanti, le classi pollaio, lo spazio inesistente, i programmi ridotti a nemmeno il minimo indispensabile per conoscere la storia e la geografia.

Si deve arrivare alle superiore per studiare le guerre mondiali e gli avvenimenti dei giorni nostri. Si ricorda il giorno della memoria dell’eccidio degli ebrei, le fosse ardeatine, il 25 aprile, il 2 giugno senza che gli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado ne abbiano anche una minima infarinatura.

Arriviamo ad oggi, alle ridicole idee di didattica a distanza, ai banchi singoli con ruote. Ma ha una vaga idea la Ministra Azzolina di cosa ci fanno gli alunni con i banchi a rotelle?

Ci scorazzano per l’aula e i corridoi, giocano all’auto scontro e le idee sono centinaia. Non parliamo poi del licenziamento di insegnanti diplomati prima del 2002, che insegnano da decenni, sostituiti da supplenti laureati, certo, o da laureandi senza nessuna capacità ed esperienza.

I sindacati che fanno? Sono d’accordo? Nel mio quartiere ci sono due scuole, una infanzia e una primaria chiuse da mesi. Non ho mai visto tecnici, ingegneri, addetti scolastici, presidi, dirigenti che hanno dato un’ occhiata per vedere come ripartire a settembre.

C’è l’algoritmo che stabilisce tutto! Povera scuola, come siamo caduti in basso! Non servono banchi avvenieristici ma ristrutturazioni, divisioni degli spazi, finestre funzionanti, tetti che non crollino, bagni a sufficienza e tante altre cose che al chiuso del ministero non si possono sapere.

Cosa sta facendo la commissione tecnica? Non serve lo studio a tavolino ma il confronto con chi davvero è dentro la scuola e ci lavora con dedizione tutti i giorni. Ogni giorno sento idee nuove ma ce ne fosse una di valida!
Grazie dell’attenzione.

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