“Non riapriamo le scuole a gennaio. Si rischia terza ondata covid”: l’Unsic lancia l’allarme

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Secondo l’Unsic bisogna proseguire con la Dad anche oltre il 7 gennaio, altrimenti si rischia una terza ondata di contagi covid

Riaprire le scuole il 7 gennaio potrebbe essere pericoloso ed alimentare una terza ondata di contagi da covid. Lo dice l’Unsic, l’unione nazionale sindacale imprenditori ed agricoltori, che ha lanciato anche una petizione a tal proposito.

Considerato il rilevante apporto delle scuole in presenza al numero complessivo dei contagi (dati Ministero dell’Istruzione con elaborazione Wired, Istituto superiore di sanità, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, dossier Unsic, ecc.), pur ritenendo importante la scuola in presenza ma in periodi ordinari e non straordinari come quello che stiamo vivendo (con oltre 60mila decessi per il Covid), si chiede la prosecuzione della didattica a distanza dopo il 7 gennaio nelle scuole superiori per prevenire una terza ondata di contagi che sarebbe più deleteria delle precedenti, soprattutto per la concomitanza con le influenze stagionali e con apparati e personale sanitari in sofferenza“, si legge sul testo della petizione.

Il sindacato infatti ritiene essere “necessario qualche sacrificio per preservare la vita a migliaia di persone. Ogni giustificazione ideologica o i tentativi di chiamare fuori la scuola – e ciò che vi ruota attorno – dalla diffusione dei contagi per tenere aperti gli istituti superiori in presenza (gli unici in cui i ragazzi possono gestirsi autonomamente a casa) sono argomentazioni che non reggono ed è da incoscienti sostenerle rispetto alla possibilità di salvare anche una sola esistenza umana“.

La strada – prosegue l’Unsic – dovrebbe essere quella di assicurare ai ragazzi una formazione analoga per quantità e qualità a quella degli anni scorsi attraverso la migliore organizzazione possibile della Dad, garantendo a tutti il diritto all’apprendimento attraverso la fornitura di supporti informatici (specie nel Mezzogiorno) e rafforzando reti e materiali e prevedendo, ad esempio, il recupero in presenza, anche parziale, dei periodi in Dad a giugno o, eccezionalmente, nei primi giorni di luglio (i giocatori hanno potuto concludere il campionato di calcio ad agosto e gli studenti non possono restare qualche settimana in più a scuola?)”.

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