Non è la diagnosi a creare un DSA. La diagnosi tutela alunni da ignoranza e pregiudizi degli insegnanti. Lettera

di redazione
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Marco Marzano, Insegnante della scuola primaria e DSA – Com’è possibile confondere i DSA (dislessici, disgrafici, disortografici e discalculei) dai DVA (alunni con disabilità motorie e/o mentali)?

Com’è possibile confondere la legge 104/92 citata che tutela i DVA dalla 170/2010 che tutela i DSA?

In particolare:

Si parla di presunti “abusi” delle diagnosi: ci sono dei dati che supportano un abuso, cioè “false” diagnosi di medici compiacenti? Perché per parlare di semplice “aumento” delle diagnosi, si adopera un termine roboante e inappropriato?

In base a quale normativa si afferma che “i docenti specializzati e competenti sarebbero capaci di stilare diagnosi? Da quando i docenti sono autorizzati a stilare diagnosi mediche?

Com’è possibile confondere il PEI dal PDP?

Perché si confonde le commissioni ASL (note come Collegi ASSI), deputate a certificare la disabilità e non a diagnosticare, con le equipe neuropsicologiche (formate da un nps, un logopedista e uno psicologo), le uniche autorizzate per legge a diagnosticare (e non certificare) i DSA?

Perché parlare di diagnosi “disomogenee” pur sapendo che esistono parametri numerici e indici eziologici assai precisi per diagnosticare un disturbo come la dislessia?

Venendo al cuore delle questioni sollevate, Le domando per quale motivo accanirsi con tale livore contro l’aumento delle diagnosi di DSA? I dati forniti dal MIUR rilevano che le diagnosi (2,1%) sono ancora al di sotto delle stime della percentuale del 3-4% dell’OMS.

Pertanto, ci sono ancora moltissimi studenti che senza diagnosi non avranno le necessarie tutele al loro diritto allo studio.

Inoltre, non è la diagnosi che crea un DSA. Se sei DSA, lo sei anche senza diagnosi e le tue difficoltà si manifestano e un docente preparato sa come riconoscerle. Forse se diversi professori, soprattutto delle superiori, garantissero senza inutili resistenze l’applicazione delle Linee Guida allegate al DM 5669, consentendo l’uso del pc e degli altri strumenti compensativi in modo inclusivo, non ci sarebbero bisogno delle diagnosi. Sarebbero i docenti stessi a farsi carico di aiutare i loro studenti. Ma siccome diversi professori, anche in presenza di una diagnosi, negato l’uso degli strumenti compensativi ai DSA, serve una diagnosi, poiché è l’unico strumento giuridico che le famiglie hanno per tutelare i loro figli dall’ignoranza e dai pregiudizi di diversi professori.

Cordiali Saluti

Diagnosi DSA in aumento? Occorrono maggiori controlli. Lettera

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