Non ho superato la prova del concorso ma domani sarò a scuola, con il sorriso, come sempre. Lettera al Dirigente

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inviata da Chiara Di Pinto  –  Buonasera Dirigente, Le scrivo questo messaggio per informarLa. Oggi ho sostenuto la prova del concorso, a Verona, per la classe di concorso a022 (italiano per le medie). C’erano tanti colleghi: giovani e meno giovani e provenivano da diverse parti d’Italia.

L’attesa mi ha permesso di osservarli meglio: qualcuno insegnava da tanto, altri da poco. Sicuramente avevano tanta esperienza e studio alle spalle.

Tutti; nessuno escluso.

La prova è iniziata con un’ora di ritardo e l’ansia era molta: pensi che ero io a tranquillizzare molte ragazze più grandi di me. Nel momento in cui la parola “magica” ci ha sbloccato il monitor, ho visto nelle loro facce ( li avevo difronte) il panico. Ma il panico quello vero.

Le domande erano improbabili, impossibili e insuperabili.

Io sulle mie materie mi sentivo e mi sento forte: sono stata una bomba. L’informatica e l’inglese erano un po’ troppo specifici.

Per tempo ho dato tutte le risposte e poi ho ricontrollato: in quei minuti è come se la mia vita mi fosse passata davanti agli occhi.

I miei studi, le mie passioni, i miei sacrifici. Tutti i miei studenti.

Le mie lauree cum laude, le mie esperienze all’estero, la mia tesi sperimentale e poi il premio presso la camera dei deputati per essere risultata la migliore (alla Sapienza, che è una città, non in un’altra facoltà).

Alla fine della prova nessuno in due classi, nessuno, è stato promosso.

Io sono quella che ha fatto il punteggio più alto. Non sono rientrata per pochissime domande.

Si sono congratulati con me.

Ho esultato per essere la migliore tra i peggiori.

Sono tornata a casa soddisfatta perché questo mi ha dimostrato quanto sono forte e preparata ma anche amareggiata per essere stata giudicata “non valida” da una sterile piattaforma, senza alcuna profondità.

Le mie materie sono fatte di arte, passione, emozione e sentimento e non di termini inglesi inusuali o programmi informatici per architetti.

Oggi come non mai, sono con tutto il cuore più che soddisfatta di me. Ma lo sono davvero.

Al tempo stesso, però, sono sempre più convinta che il sistema e la scuola italiana non meriti eccellenze come me.

Siamo carne da macello.

Non siamo nè persone nè professori: siamo pedine e numeri da far fuori.

Ci fanno giocare a “chi vuol essere milionario” solo per mortificarci.

Ma io non mi mortifico, assolutamente: io mi gratifico con me.

Lunedì avrò un’altra prova e l’affronterò con la stessa leggerezza, con la speranza che mi venga data una possibilità, una possibilità vera e non un gioco a tranelli per sparare sulla croce rossa.

Le dico queste parole, con il cuore, perché so quanto mi stima.

La stessa stima, da parte mia, è tanta nei Suoi riguardi.

Un abbraccio.

A domani, a scuola, come sempre con il sorriso.

Grazie ancora per l’ascolto e la Sua immensa disponibilità.

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