“Non ho iniziato alcuna battaglia contro i crocifissi”: la Dirigente a Orizzonte Scuola. I docenti, “Tolti dalle pareti per ristrutturazione, nessuna tensione con la Preside”. Cosa è successo veramente

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Crocifisso a scuola, gli insegnanti dell’Istituto Comprensivo Carpi Nord fanno quadrato attorno alla dirigente scolastica. Non c’è nessuna tensione tra noi e la nostra preside, affermano oltre centotrenta docenti della scuola emiliana finita nell’occhio del ciclone dopo la notizia che la dirigente Federica Ansaloni aveva rimosso i crocifissi dalle aule della scuola media Focherini, uno dei cinque plessi del Comprensivo da lei diretto.

A seguito della grande risonanza mediatica che l’articolo pubblicato nei giorni scorsi dalla testata giornalistica Il Resto del Carlino ha avuto anche a livello nazionale, il corpo docenti “ha sentito la necessità di rispondere con un comunicato stampa concordato e condiviso”. Il comunicato, spiegano dalla scuola che abbiamo contattato per avere un’informazione di prima mano, è stato sottoscritto al momento da 132 docenti, “che corrispondono a circa il 90 per cento del totale”. Si precisa inoltre che “la raccolta firme è stata effettuata in poco meno di un giorno e i docenti non erano tutti in servizio”.

Ma cosa dicono i docenti?Siamo il corpo docente dell’Istituto Comprensivo Carpi Nord – si legge nel comunicato – che non si sente minimamente rappresentato dall’articolo pubblicato lo scorso 10 ottobre dal titoloVia i crocefissi dalle aule, rivolta degli insegnanti alle Focherini e da tutti gli articoli dello stesso tenore pubblicati nei giorni seguenti”.

Gli articoli fanno riferimento a una corrispondenza tra gli insegnanti e la loro dirigente a seguito della temporanea rimozione dei crocifissi dalle pareti delle aule presso il plesso Focherini, oggetto di ristrutturazione. Crocifissi che la dirigente ci ha spiegato fossero stati messi in alcuni scatoloni in attesa della ristrutturazione e che “saranno affissi di nuovo nelle aule”.

I crocifissi rimossi tuttavia avevano procurato qualche malumore e la stampa ne ha dato giustamente risalto visto il grande valore simbolico che il crocifisso affisso nei luoghi pubblici e in special modo a scuola ha assunto più volte nel dibattito pubblico e anche in vari dibattimenti giudiziari seguiti ad azioni legali portate avanti nel passato, in varie città d’Italia, da genitori e da docenti. Stando alla presa di posizione ultima dei docenti carpigiani firmatari del documento non sarebbe certo questo il caso. Gli articoli di stampa dei giorni scorsi, ampiamente commentati e rilanciati sui social, “fanno riferimento, citandole testualmente”, precisa il comunicato, “a frasi del testo di una corrispondenza privata fra i docenti e la dirigente dell’I.C. Carpi Nord, volta proprio all’apertura di un confronto all’interno della nostra comunità educante”.

I docenti tengono a far sapere che “siamo abituati a confrontarci fra di noi e con la nostra dirigente, Federica Ansaloni, nel rispetto delle diverse opinioni e possiamo affermare che con lei si collabora quotidianamente per migliorare la proposta didattica dell’Istituto”. Nessuna tensione dunque? “Non ci sono tensioni all’interno del corpo docenti nei suoi confronti, al contrario di quello che traspare dai titoli dei giornali. Siamo consapevoli che la tematica si presti facilmente ad urtare o sollecitare sensibilità personali, ma ancor più offre il fianco a strumentalizzazioni ideologiche e politiche. E questa è la cosa che più ci dispiace. Siamo una delle tantissime comunità scolastiche di questo Paese e vorremmo rifuggire dall’idea che quello che succede da noi sia utilizzato ad emblema di battaglia ideologica”.

I problemi della scuola sono ben altri”, ci spiega la dirigente scolastica Ansaloni, “e per questo vorrei tranquillizzare tutti rispetto ai fatti che stanno accadendo. Non c’è stata, non c’è e non ci sarà mai alcuna battaglia in atto da parte mia contro i crocifissi, né alcun divieto a riguardo. Così come non c’è nessuna sollevazione di docenti. I problemi della scuola, che ho molto a cuore, sono altri. Ma ripeto: questa non è la mia battaglia, né lo è mai stata. Tutto questo toglie energie e motivazione ai tantissimi che lavorano ogni giorno per il bene della scuola e dei ragazzi”.

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