Non giocate a nascondino con le cattedre di sostegno

Di Lalla
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di Gianfranco Palmariggi – E’ ormai consuetudine, da qualche tempo, non assegnare tutte le cattedre di sostegno fin da quando inizia il nuovo anno scolastico. Questo accade da quando è stata emanata la sentenza della Corte Costituzionale – la numero 80 del 2010 – che stabilisce il numero massimo di ore da assegnare gli alunni disabili gravi (rapporto 1/1) ribadendo il diritto del disabile all’istruzione si configura come un diritto fondamentale all’istruzione.

di Gianfranco Palmariggi – E’ ormai consuetudine, da qualche tempo, non assegnare tutte le cattedre di sostegno fin da quando inizia il nuovo anno scolastico. Questo accade da quando è stata emanata la sentenza della Corte Costituzionale – la numero 80 del 2010 – che stabilisce il numero massimo di ore da assegnare gli alunni disabili gravi (rapporto 1/1) ribadendo il diritto del disabile all’istruzione si configura come un diritto fondamentale all’istruzione.

Per tale motivo, si cerca di ridurre il numero di cattedre per poi intervenire, successivamente, ad anno scolastico già iniziato, assegnando i cosiddetti posti “in deroga”.

Questo giocare a nascondino provoca un meccanismo che fa saltare la continuità didattica a molti docenti di sostegno, causando un grave danno ai ragazzi che molto spesso non vedono riconfermato il docente dell’anno precedente.

Gli insegnanti specializzati di sostegno auspicano che venga da subito garantito il pieno diritto allo studio e che i responsabili degli uffici H degli Ambiti Territoriali, di ogni provincia d’Italia, assegnino tutte le cattedre, fin dal primo giorno di scuola, nel rispetto della continuità didattica e del diritto allo studio di tutti gli alunni.

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