Non è opportuno che un Ministro dell’Istruzione senza istruzione faccia il Ministro. Lettera

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Un Ministro dell’Istruzione senza laurea e forse, anche, senza aver sostenuto l’esame di maturità, non solo è un’offesa al mondo della
scuola che è il più importante serbatoio culturale della nostra società, ma, soprattutto, è espressione di una contorta idea della politica, del potere, della cultura, del sapere e della conoscenza.

Pur nella consapevolezza che l’operato non si valuta in base al titolo di studio, ma alle azioni concrete, ciò non può non far sorgere qualche dubbio sulle effettive conoscenze, dell’On.le Ministro, di alcuni fondamentali contenuti, anche disciplinari, che costituiscono quel complesso di fatti, giudizi e competenze, indispensabili per un corretto e consapevole orientamento nella realtà e nel variegato panorama educativo-formativo.

L’ istruzione scolastica, in pratica, costituisce un insostituibile tirocinio di perfezionamento delle capacità intellettuali, orientate a dare all’uomo un atteggiamento più consapevole e responsabile in tutte le molteplici situazioni della vita. Non solo. Essa è necessaria perché l’ uomo nasce in un contesto culturale le cui funzioni principali sono utili sia per la comprensione e la trasmissione dell’apprendimento passato, sia per l’apertura verso il futuro.

Anche se il Ministro vanta una solida esperienza concreta come sindacalista nei vari settori produttivi, non si può ignorare che il
mondo della Scuola, dell’Università e della Ricerca, pur necessitando del tirocinio pratico, offre alla persona un corposo bagaglio
teorico, perché ha l’importante funzione di sottrarre l’apprendimento al contesto dell’azione immediata. Ragion per cui, la scuola, avendo come oggetto l’attività formativa, ha il compito di liberare la persona dal circolo chiuso dell’attività quotidiana e di favorire il processo di astrazione che prescinde dal contesto dell’azione immediata.

Pertanto, lo studio sistematico delle discipline, a vari livelli, costituisce una particolare e fondamentale attività, che stimola lo
sviluppo del pensiero e permette non solo di apprendere, ma, soprattutto, di accrescere, elevare, nobilitare, arricchire l’attività
interiore.

Occorre, dunque, riconoscere che soltanto in un ambiente intenzionalmente educativo come la scuola, si può promuovere la dignità dell’uomo e lo si può aiutare a sperimentare continue e sempre nuove sorgenti di vita intellettuale. Solo la scuola, l’educazione e
la formazione universitaria, possono portare alla conoscenza e far entrare a contatto diretto con visioni del mondo più ampie e diverse
da quelle ristrette del proprio gruppo sociale di appartenenza. È la scuola e l’ Università che favoriscono l’ingresso in quella
particolare comunità in cui è possibile fare nuovi e mai immaginati tipi di esperienze.

L’Università, in pratica, anche se non conclude l’istruzione, ha il pregio di aprirla e lievitarla. In questo modo, sarà possibile
attingere non ad una generica capacità di pensare, ma incrementare abilità che aiutano ad agire consapevolmente nella vita di ogni
giorno.

Il cammino formativo all’interno di un preciso percorso scolastico è, pertanto, garanzia di un minimo fervore conoscitivo e sapienziale che si concretizza in un essenziale e fondamentale esercizio di ampliamento e arricchimento del proprio orizzonte culturale. Un Ministro privo di un percorso conforme alla struttura completa del processo d’istruzione che, sicuramente, secondo il principio di Comenio “agenda agendo discantur”, avrà appreso le cose facendo, avrà una visione meno culturale e più pragmatica e artigianale dell’istruzione.

Non so se ciò possa essere un bene o un male. So solo che il lavoro scolastico, poiché consiste in un complesso di operazioni
mentali che sono in funzione di un processo costruttivo di apprendimento senza le quali viene a mancare la funzione critica della
realtà, è la base necessaria per qualsiasi attività o impegno che implica responsabilità sociali di un certo livello .

È, dunque, opportuno, utile e saggio che un Ministro dell’Istruzione senza istruzione si orienti verso compiti diversi che possano
risultare più efficaci e produttivi per la nostra società e per il bene comune.

Fernando Mazzeo (Pedagogista-Docente Scuola Secondaria di Primo Grado)

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