Non è necessario un concorso straordinario bis primaria e infanzia. Lettera

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Inviata da Orietta Perani – Buonasera, ho letto diverse lettere in merito e mi permetto solo di chiarire che nella stesura del concorso straordinario si sono persi i famosi giorni di servizio nella scuola pubblica ovvero il requisito necessario per partecipare ad un concorso che nasce per stabilizzare il personale già in servizio da tempo.

Ritenevo già offensivo il requisito di soli due anni ora quindi quello di un solo anno mi sembra ridicolo.

Non trovo veramente nulla di utile nel riproporre un concorso straordinario a distanza di un anno solo dal precedente, tant’è che i laureati in Sfp vista la loro preparazione possono partecipare al concorso ordinario e superarlo brillantemente.

Chi si è inserito nella scuola a distanza di almeno un ventennio dal diploma dovrebbe avere la decenza di farsi un po’ di sana esperienza quella che una volta veniva chiamata “gavetta”. Spacciarsi per maestri dopo che si è fatto tutt’altro nella vita, anche se la legge lo consente, è poco rispettoso nei confronti degli alunni e delle loro famiglie.

Lo è anche verso quei colleghi, di cui faccio parte, che con enormi sacrifici personali e familiari hanno validamente sostenuto la scuola pubblica da veri precari, aspettando per più di un decennio un concorso altamente selettivo, accettando ogni incarico senza lamentarsi e vedendosi assegnata la prima cattedra annuale dopo molti anni.

Voglio credere ancora nella Nostra Scuola, che ritengo un’eccellenza da molti punti di vista, ma mi auguro che non siano più i furbi ad avere la meglio nel nostro meraviglioso Paese!

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