Non è la laurea a fare di una persona un buon DSGA, bensì l’esperienza. Lettera

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inviata da Carmen Angelino – Mi chiedo come sia possibile che tra i titoli di accesso al concorso di DSGA, tra l’altro presenti nell’ultima bozza di decreto, vi siano le classi di concorso in “Scienze per la Cooperazione e lo sviluppo” (88/S) e “Studi Europei (99/S) e non ci sia Comunicazione d’impresa” (59/S).

Sono un’assistente amministrativo laureata in Comunicazione d’impresa. Non ho potuto partecipare al precedente concorso perché la mia laurea non rientrante tra quelle richieste, né posso accedere al concorso FF DSGA perché non in possesso di 3 anni di servizio.

Mi chiedo pertanto dove sia la progressione di carriera per gli assistenti amministrativi.

Svolgo il mio lavoro da più di 15 anni di cui tutti prestati in diretta collaborazione con il DSGA.

Non occorre certamente una laurea in Giurisprudenza o Economia per fare di una persona un ottimo DSGA, bensì tanta esperienza.

Mi chiedo come sia possibile che per fare il Dirigente Scolastico “basti” e sottolineo basti una qualsiasi laurea e 5 anni di servizio come docente e per fare il DSGA serva “il titolo specifico”.

Vorrei poter interloquire con qualcuno del Ministero capace di motivare questa scelta.

Mi sono anche iscritta nuovamente all’università per poter conseguire un secondo titolo più pertinente, ma come ben sappiamo gli studi accademici richiedono tempo e soldi. Per non parlare del fatto che per la professione di docente sostenendo qualche esame integrativo si possa aprire l’accesso a più classi di concorso.

Ritengo il tutto molto ingiusto, molto.

Vorrei porre questo all’attenzione anche di tutto il CSPI.

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