Non discriminazione “Parà Poros” pari diritti e pari opportunità

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Il senso etimologico delle parole pari “parà” e opportunità “ poros” spiega che ogni lavoratore a prescindere dal genere o dagli orientamenti religiosi, politici o dalle appartenenze sindacali, dovrebbe avere le stesse agevolazioni nel cammino lavorativo, invece questo non accade e, purtroppo a volte non accade per motivi di genere.

L’Art. 3 della costituzione dice:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
I lavoratori e le persone hanno diritto alla parità di trattamento, senza distinzione, esclusione o preferenza fondata sulla razza, il colore, il sesso, la religione, l’opinione politica, la discendenza nazionale o l’origine sociale.

L’articolo 11 del CCNL scuola del 2009 informa i lavoratori della scuola delle misure messe in atto dal ministero della pubblica istruzione per ridurre o eliminare le disparità di trattamento.

Ogni datore di lavoro deve creare per i propri dipendenti le condizioni affinché a tutti possano essere offerte le stesse opportunità.

In particolare in ambito lavorativo, bisogna superare le condizioni che in qualche modo potrebbero creare trattamenti diversi ad esempio nell’avanzamento professionale e nel trattamento economico, soprattutto nei confronti delle donne, le quali, per anni hanno dovuto subire le discriminazioni legate agli impegni e alle responsabilità famigliari.

Le disposizioni contenute nella legge del 10 aprile 1991, n. 125, https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1991/04/15/091G0161/sg
hanno principalmente lo scopo di favorire l’occupazione femminile e concretare l’uguaglianza tra uomo e donna, è necessario rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono la realizzazione delle pari opportunità.

I compiti di maggiore responsabilità, spesso venivano e sono attribuiti a soggetti di sesso maschile, gli stereotipi sessisti si leggono nelle fiabe, nella pubblicità, nei libri di testo, nel linguaggio stesso, dove il sesso maschile è sempre prevalente.

Sono messe in risalto l’idea dell’uomo forte e attivo e la figura della donna debole e passiva, le discriminazioni maggiori le subiscono le donne in gravidanza o con prole.

Presso il MPI è istituito il “comitato pari opportunità”.

Il comitato assolve compiti atti a promuovere iniziative volte a seguire le direttive comunitarie per l’affermazione sul lavoro delle pari dignità delle persone, nel rispetto della tutela dei diritti umani, assume i seguenti ruoli:
• raccolta dei dati relativi alle materie di propria competenza, che l’amministrazione è tenuta a fornire;
• formulazione di proposte in ordine ai medesimi temi anche ai fini della contrattazione integrativa;
• sviluppo d’iniziative volte ad attuare le direttive comunitarie per l’affermazione sul lavoro delle pari dignità delle persone;
• realizzazione di azioni positive, ai sensi della legge n. 125/1991.

Nell’ambito dei vari livelli di relazioni sindacali devono essere sentite le proposte formulate dal Comitato pari opportunità, per la realizzazione di percorsi di formazione mirata del personale, al fine di prevedere misure positive che favoriscano effettive pari opportunità nelle condizioni di lavoro e di sviluppo professionale delle lavoratrici.

È utile sapere che esiste un organo ministeriale preposto a relazionare annualmente sulle condizioni delle lavoratrici della scuola, di cui deve essere data la massima pubblicizzazione, invece se ne parla troppo poco e queste relazioni sono poco pubblicizzate, nonostante esistano casi di molestie sessuali e di denigrazione verso il personale scolastico.

Nelle scuole italiane non sempre è assicurata equa ripartizione e valorizzazione delle competenze professionali, in Italia siamo campioni nell’infrangere le direttive europee, bisognerebbe dedicare più attenzione verso il tema dell’affermazione delle pari opportunità, le norme troppo spesso sono disattese a causa di un’organizzazione del lavoro troppo autoritaria e dispotica, volta a discriminare ed escludere.

La maggior parte dei lavoratori discriminati, non ne parla con nessuno, per timori di vario genere, gli abusi rimangono sommersi e non denunciati.

Promozione dell’educazione al rispetto nelle scuole

Si assiste a un progressivo ampliamento dei diritti da tutelare, gli interventi d’informazione e sensibilizzazione sul tema delle discriminazioni concorrono, a prevenire e contrastare i pregiudizi su cui queste si fondano.

Numerose le iniziative volte a prevenire o reprimere pratiche discriminatorie in generale, con particolare riferimento alle condizioni di accesso ai corsi di formazione e aggiornamento e all’attribuzione d’incarichi o funzioni più qualificate.

La Costituzione Italiana riconosce pari dignità sociali e professionali a tutti i cittadini, indipendentemente dal sesso di appartenenza, con equa ripartizione e valorizzazione delle competenze professionali, riconosciute in base all’esperienza maturata e agli eventuali titoli specifici posseduti.

Il principio di non discriminazione, sancito dall’articolo 3 della Costituzione italiana e poi dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE, è principio generale dell’ordinamento europeo quale diritto fondamentale della persona.

Sono stati messi a disposizione delle scuole finanziamenti per la realizzazione di PON “Per la Scuola”, per la promozione e la realizzazione d’iniziative sull’educazione al rispetto, per la creazione di una rete di scuole permanente di riferimento su questi temi.

Altri fondi sono stati stanziati per azioni finalizzate al superamento delle disuguaglianze e dei pregiudizi.

Le scuole sono chiamate a programmare interventi innovativi per l’attuazione delle indicazioni fornite dal Piano nazionale per l’educazione al rispetto.

Il comma 16 della legge 107 del 13 luglio 2015 stabilisce, infatti, che il piano triennale dell’offerta formativa deve assicurare l’attuazione dei principi di pari opportunità, promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le forme di discriminazioni, coinvolgendo e sensibilizzando gli studenti e le famiglie sulle tematiche riguardanti le pari opportunità.

Il MIM quindi supporta il lavoro dei dirigenti, dei docenti, del personale scolastico e delle famiglie, impegnati quotidianamente nell’educazione e nella formazione dei propri alunni sulle problematiche relative a tutte le forme di discriminazione.

La piattaforma www.noisiamopari.it, raccoglie le esperienze delle scuole sul tema delle pari opportunità, strumenti informativi, di scambio e di supporto.
https://www.noisiamopari.it/site/it/i-10-punti/

Esperti, associazioni ed enti specializzati sulla lotta alle discriminazioni hanno collaborato alla realizzazione del sito web, nato per riunire materiale didattico, progetti e iniziative realizzate nelle scuole di ogni ordine e grado.

La scuola deve promuovere la cultura e il rispetto, impegnarsi a educare al valore positivo, a realizzare l’inclusione per valorizzare le singole individualità.

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