Non ci sono posti per i trasferimenti però si indice un nuovo concorso docenti. Lettera

ipsef

item-thumbnail

Inviato da Massimo Capocotta – Si parla tanto di migliorare le condizioni della scuola italiana ma si lasciano in sospeso situazioni di disagio che si accumulano alle precedenti.

La legge della buona scuola del 2015 ha creato un caos con le assunzioni docenti. Si lasciano docenti fuori regione che non riescono più a rientrare per mancanza di posti poi si parla di carenza docenti e si indice un nuovo concorso e intanto ci sono docenti condannati a essere schiavi di un sistema che agni anno si vedono lavorare a centinai di chilometri da casa.

io sono un docente che lavora a 300 chilometri da casa con una situazione familiare molto delicata ho una 104 art.3 comma 3 perché mia moglie combatte da anni contro un cancro metastatico. E’ un mio diritto avere un trasferimento ma per l’ennesima volta la mia domanda di mobilità non è esaudita. Devo sperare in un assegnazione provvisoria dove mi vedrà ancora in una scuola nuova.”La scuola ha bisogno di docenti che garantiscono una continuità” queste sono le frasi che spesso sentiamo dire da ministri e sottoministri di turno.

Io credo che ogni lavoratore debba stare a proprio agio, deve vivere bene il suo lavoro, deve produrre poter esprimere con amore la sua professione tanto ambita.
I docenti che lavorano fuori regione devono rientrare lì dove hanno lasciato figli, mariti e moglie e lavorare in condizioni migliori, Indire concorsi per nuovi docenti con queste condizioni significa solo mettere benzina sul fuoco.

In uno stato civile ogni lavoratore ha dei diritti che non possono essere calpestati e fino a che non ci sarà rispetto verso queste figure professionali non ci sarà mai una buona scuola.

Versione stampabile
anief banner
soloformazione