“Non bocciate i nostri figli”

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Dalla Buona scuola alla scuola buona. Buona “con i nostri figli”, che non meritano di essere bocciati. Non in prima superiore, non dopo la scuola media di primo grado, dove “i nostri figli” sono stati bravissimi, media del sette, dell’otto e del nove.

Dalla Buona scuola alla scuola buona. Buona “con i nostri figli”, che non meritano di essere bocciati. Non in prima superiore, non dopo la scuola media di primo grado, dove “i nostri figli” sono stati bravissimi, media del sette, dell’otto e del nove.

Ma che puntualmente di questi tempi si ritrovano con tre, quattro, cinque materie insufficienti al termine della prima superiore. Bocciati. No! Non fatelo. E’ questo lo spirito dell’accalorato invito del Coordinamento provinciale dei presidenti dei consigli di circolo, di istituto e i comitati genitori di Modena – cioè i genitori eletti nelle scuole e quindi rappresentanti delle famiglie modenesi e rivolto ai Dirigenti Scolastici, ai Docenti ed ai Consigli d'Istituto delle Scuole Superiori di Secondo grado della Provincia di Modena e soprattutto ai docenti delle classi prime.

Ed ecco l’inusuale supplica che sarebbe bene prendere in esame perché in qualche modo richiama un problema serio: quello dell’ipotetica supervalutazione degli alunni della scuola media o dell’eccessivo rigore dei prof del primo anno delle superiori. “Nei prossimi giorni sarete chiamati al difficile e delicato compito di valutare i nostri ragazzi e di decidere sul loro futuro”, ricordano i genitori. “Conoscendovi ed apprezzando la vostra competenza, preparazione, capacità e serietà siamo certi che saprete farlo con grande attenzione”.

Ma perché quest’appello? “Ci permettiamo solamente di rivolgervi un accalorato invito a riflettere sulla situazione dei ragazzi delle prime superiori. Ci permettiamo di farlo perché in questi anni, nel nostro lavoro come associazione ‘Coordinamento Provinciale Consigli di Circolo d’Istituto e Comitati Genitori’, abbiamo denunciato con forza, ripetutamente, il disinvestimento feroce in risorse economiche ed umane attuato negli ultimi 15 anni nella scuola italiana. Abbiamo ripetutamente sostenuto come il male supremo di questo paese sia la crescente e diffusa ignoranza, conseguenza dell’opera costante di dequalificazione della scuola e di delegittimazione dei docenti , da parte di chi li governava. Nella scuola italiana il momento più arduo e complesso è certamente il passaggio dalle scuole medie alle scuole superiori”.

I dati dimostrano come, alla fine del ciclo triennale delle scuole secondarie di primo grado, “colleghi altrettanto bravi, preparati  e coscienziosi come voi licenziano i nostri ragazzi in misura elevatissima: all’esame di terza media la percentuale dei promossi sfiora il 99 per cento, la metà di loro con punteggi superiori al 7. I dati dimostrano che dopo soli 12 mesi gli stessi ragazzi, forse per una mutazione genetica intervenuta, hanno risultati disastrosi alla fine della prima superiore, soprattutto negli indirizzi di scuola apparentemente più facili, tecnici e professionali”. Ed è chiaro che, stando almeno al Coordinamento, ci sia “qualcosa che non va”.

Non “nei ragazzi”, precisano i genitori, “non nelle loro famiglie, ma nel funzionamento della scuola italiana. I ragazzi e le famiglie pagano però le conseguenze, a volte anche molto pesanti in termini di dispersione scolastica, di questa situazione”. Ed ecco l’invito. “Come associazione Coordinamento Provinciale Consigli di Circolo d’Istituto e Comitati Genitori, non abbiamo soluzioni pronte, formule magiche da proporre. Non chiediamo il “6 politico”, la promozione per tutti. Sarebbe un’ingiustizia ancora maggiore per i nostri ragazzi. Vi invitiamo semplicemente a riflettere su questa situazione nella convinzione che la vostra sensibilità, la vostra preparazione, la vostra professionalità vi aiuteranno a trovare la soluzione migliore per i nostri ragazzi”.

L’invito dei genitori richiama con forza i risultati di una recente indagine sulla dispersione scolastica condotta dalla Camera dei Deputati. Secondo lo studio, circa 110-115 mila alunni tra i 14 e i 17 anni ogni anno abbandonano gli studi alle superiori si trovano fuori dai percorsi formativi scolastici. Che sul banco degli imputati vadano individuate le eccessive bocciature nel primo anno di scuola secondaria è una delle ipotesi avanzate dall’indagine, secondo la quale l’insuccesso in occasione del primo anno rappresenta la causa principale del successivo abbandono, che in Italia ha un tasso medio attorno al 18 per cento, con punte del 26 per cento in Sicilia. 

Secondo lo studio parlamentare, gli abbandoni della scuola “avvengono prevalentemente nel primo biennio della superiore in genere a seguito di una bocciatura. Vari esperti osservano che la bocciature all’inizio del corso di studi superiore si rivela spesso decisiva per la scelta di abbandonare la classe. Sarebbe pertanto importante una decisa azione di contenimento delle bocciature in particolare nei primi due anni di scuola secondaria dove le bocciature stimate sono 185 mila, attraverso piani di studio più flessibili e personalizzati”.

Chi è del mestiere sa, in ogni caso, che sebbene il tasso di bocciature, specie negli istituti professionali, è molto alto con punte del sessanta per cento, le medesime bocciature potrebbero essere ancora di più se la sensibilità invocata da genitori ed esperti non fosse già pratica corrente da anni nei consigli di classe. Occorrerebbe riuscire a comprendere che rispetto ad epoche passate il tempo dedicato allo studio domestico è drasticamente scemato fino ad azzerarsi. Di certo bisognerebbe ridurre il tasso di sopravalutazione che tanti alunni ottengono alle medie di primo grado e che rischiano di disorientare ulteriormente alunni e famiglie.

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