“Non bisogna generalizzare, la nostra scuola ha docenti e presidi di assoluto valore”. Valditara commenta la lettera della mamma finlandese

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La vicenda della famiglia finlandese, innamorata della Sicilia, che aveva deciso di trasferirsi a Siracusa, salvo poi abbandonare la città per via di sistema scolastico carente, continua a far discutere. Sull’argomento interviene anche il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

“Lavoriamo insieme per migliorare il nostro sistema scolastico, iniziando dalla valorizzazione del ruolo degli insegnanti”, ha detto commentando la lettera scritta dalla pittrice.

“La scuola italiana ha docenti e dirigenti di assoluto valore e che con stipendi modesti svolgono un eccellente lavoro. Non generalizziamo giudizi estemporanei. Lavoriamo insieme per migliorare sempre più il nostro sistema scolastico, a iniziare dalla valorizzazione del ruolo dei docenti”, ha aggiunto.

La vicenda

La lettera della pittrice finlandese porta alla luce le criticità del sistema scolastico italiano. Per i Mattsson è difficile far studiare i propri figli in Italia. La delusione è stata tale che, dopo pochi mesi, la famiglia finlandese ha lasciato Siracusa per fare ritorno in Spagna, in cui la famiglia ha già vissuto in passato.

La Mattsson però, prima di salutare la Sicilia ha inviato una lettera aperta al giornale online “Siracusa News”, in cui ha espresso tutti i punti di criticità riscontrati dai suoi figli nelle scuole italiane. La speranza era quella di trovare un sistema scolastico simile in tutto il Mediterraneo, “ma ragazzi, ci sbagliavamo” ammette.

Le altre reazioni alla lettera

Non solo il ministro dell’Istruzione e del Merito, ma anche diversi esponenti del mondo della politica e del sindacato si sono espressi sul tema.

Per il deputato della Lega, Rossano Sasso, giù le mani dai docenti: “Con tutti gli affanni, tutti i problemi e tutti gli acciacchi del nostro sistema scolastico, abbiamo comunque un corpo docente tra i migliori al mondo e le tantissime menti che il nostro Paese sforna di continuo ne sono la testimonianza. Certo si può e si deve fare di più, investire di più e meglio, ma le nostre maestre e i nostri maestri, le nostre professoresse e i nostri professori sono tra i migliori. Soffrirò forse un po’ di orgoglio campanilistico, critiche posso accettarle ma lezioni dalla pittrice finlandese proprio no”.

Per la senatrice del M5S, Barbara Floridia, “il ministro Valditara sembra non riuscire a cogliere il senso profondo della lettera pubblicata dalla mamma finlandese che ha lasciato la Sicilia con la sua famiglia, delusa dalla scuola italiana. Nessuno mette in dubbio il valore del lavoro dei docenti italiani né la necessità di valorizzarne il ruolo. Ma è pur vero che la nostra scuola spesso non riesce a offrire ai propri studenti un luogo di apprendimento e di vita in grado di consentire ai nostri ragazzi di imparare ad abitare il mondo in modo nuovo”.

Per il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, “questa lettera è utile a fare una riflessione ampia sul sistema scolastico italiano, ma non partendo da un pregiudizio sui nostri professori e sui nostri istituti. I docenti italiani fanno miracoli con uno stipendio che non esito a definire vergognoso. Poi è chiaro che il sistema scolastico del nostro Paese è diverso da quello finlandese, che, secondo le classifiche europee, nel 2021 era il migliore al mondo”.

A Orizzonte Scuola, invece, è intervenuta Mila Spicola, docente ed esperta di politiche educative: “Insegnare e apprendere sono attività che avvengono in situazione e dipendono dalle relazioni e dal clima di quelle relazioni, ma soprattutto bisogna ricordare sempre che il rispetto della persona, l’empatia, la chiarezza formativa della valutazione sono tutti fattori che incidono fortemente”.

Anche i sindacati si sono espressi sull’argomento. Per Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti: “La scuola Italiana ha 8 milioni di alunni. Qui si parla di uno o due finlandesi di cui non sappiamo nulla. La percentuale di persone che offendono scuola ed insegnanti c’è l’abbiamo già in Italia. Non serve importare dall’estero”.

Per il segretario generale della Uil Scuola, Giuseppe D’Aprile, invece, “la scuola italiana non ha bisogno né di esempi né di morale. La scuola, come da noi pensata, laica e libera, dovrebbe essere lasciata fuori da sterili polemiche e da inutili strumentalizzazioni da parte di genitori – leggendo i social si tratta di questo – e da chi non la conosce arrogandosi il diritto di denigrarla. Chi parla male della scuola italiana non fa altro che parlare male del proprio paese. Difendiamo la scuola statale e nazionale e più rispetto per chi vi lavora con tanto amore e passione”.

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