Non assegnare le ore di sostegno previste dal PEP rientra nei danni esistenziali

di Giulia Boffa
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Giulia Boffa – Il Tar della Sardegna ha accettato il ricorso di un alunno disabile a cui erano state concesse meno ore di sostegno rispetto a quanto stabilito dal Progetto Educativo Personalizzato. La sentenza è stata depositata  il 17 novembre scorso (1102/2011) e riguarda quanto accaduto durante l’anno scolastico 2009/10.

Giulia Boffa – Il Tar della Sardegna ha accettato il ricorso di un alunno disabile a cui erano state concesse meno ore di sostegno rispetto a quanto stabilito dal Progetto Educativo Personalizzato. La sentenza è stata depositata  il 17 novembre scorso (1102/2011) e riguarda quanto accaduto durante l’anno scolastico 2009/10.

Il ricorso dei genitori chiedeva: di annullare i provvedimenti con i quali erano state assegnate un numero di ore di sostegno inferiore a quelle richieste (nota con cui erano state comunicate le ore di sostegno assegnate al minore, atto della Direzione Didattica, circolare ministeriale); l’accertamento del diritto del minore alle ore di sostegno richieste; l’accertamento del diritto del minore al risarcimento dei danni patiti.

 Il ricorso è stato accettato in tutte le sue parti. In primis all’alunno sono state concesse le ore adeguate al suo sostegno (in virtù della L.n. 449 del 1997, all’art. 40, che assicura  l’integrazione scolastica degli alunni handicappati con interventi adeguati al tipo e alla gravità dell’handicap), quindi il ricorso alla assunzione con contratto a tempo indeterminato di insegnanti di sostegno in deroga al rapporto docenti – alunni in presenza di handicap particolarmente gravi, consentendo così di garantire all’alunno bisognevole l’integrazione scolastica attraverso il miglioramento delle sue possibilità nell’apprendere, comunicare e socializzare.

Inoltre, è stato concesso anche l’immediato risarcimento del danno  in quanto la, seppur temporanea, diminuzione delle ore di sostegno  provoca sulla personalità del minore  danni esistenziali riguardanti l’impossibilità a garantire la piena promozione dei bisogni di cura, di istruzione e di partecipazione a fasi di vita “normale”.

La parcella contro l’amministrazione è stata piuttosto salata: 2500 euro + Iva e contributi previdenziali per l’avvocato, nonchè la condanna  ad assegnare il docente di sostegno per tutte le 18 ore settimanali necessarie, ma anche il versamento alla famiglia dell’alunno disabile di 1000 euro per ogni mese di mancata assegnazione del docente per il giusto orario.
 

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