Non ancora emanata l’ordinanza sugli esami di maturità: nel “campionato scolastico” le regole arrivano troppo tardi. Lettera

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Inviato da Francesco Capodieci – Sono già trascorse diverse settimane da quando – il 31 gennaio – è stata resa nota la decisione ministeriale di reintrodurre le prove scritte ai prossimi esami di maturità. Da allora si sono susseguite molteplici reazioni di segno opposto.

Personalmente, anche alla luce della mia lunga esperienza di insegnamento, sono convinto che un serio esame di Stato non possa limitarsi a una semplice prova orale, strutturata come negli ultimi due anni: esposizione di un elaborato (che lo studente poteva anche farsi preparare da qualcuno); discussione di un brano di letteratura italiana; analisi di un testo o progetto predisposti dalla commissione per consentire al candidato di individuare i possibili collegamenti con le varie materie, ma senza le tradizionali domande sui loro contenuti specifici. Un esame così ridotto ha visto ultimamente un sensibile aumento delle votazioni, non certo indicativo di una maggiore preparazione degli studenti. Ben vengano, allora, a mio avviso, le prove scritte, se contribuiranno a renderlo un po’ più impegnativo.

Quel che non mi va affatto bene è il fatto che la nuova impostazione della maturità sia stata preannunciata solo alla fine di gennaio, dopo che talune precedenti dichiarazioni del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi avevano lasciato prevedere un esame simile a quello degli ultimi due anni scolastici, con l’eventuale aggiunta della sola prova scritta di italiano. Per conoscere nei dettagli l’organizzazione e le modalità dei prossimi esami, compresa l’esatta definizione dei punteggi assegnati al credito scolastico e alle singole prove, occorrerà attendere ancora, visto che le relative ordinanze non hanno ancora completato l’iter previsto per la loro definitiva emanazione.

E così, per il quarto anno consecutivo, studenti e insegnanti potranno conoscere la struttura esatta dell’esame solo in pieno secondo quadrimestre. Nel 2019 l’ordinanza specifica, che aveva innovato radicalmente l’impianto precedente delle prove, venne emanata l’11 marzo, nel 2020 – complice il Covid – il 16 maggio, nel 2021 il 15 marzo.

Nel campionato di calcio o di un qualsiasi altro sport le regole sull’assegnazione dei punti, le promozioni e retrocessioni vengono opportunamente stabilite fin dall’inizio, non verso la metà del girone di ritorno. Ma, nel “campionato scolastico”, si segue da qualche anno una logica diversa.

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