Concorso a cattedra secondaria: “Non abbiamo bisogno di risponditori automatici di nozioni”. Sasso boccia i quiz e chiede il doppio canale di reclutamento

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“Nelle nostre scuole non abbiamo bisogno di risponditori automatici di nozioni, non servono ai nostri ragazzi insegnanti così. Valutiamo diversamente chi vorrebbe svolgere il mestiere più importante al mondo”.

Lo scrive Rossano Sasso, Sottosegretario all’Istruzione, a proposito del concorso ordinario secondaria che ha innalzato l’enorme polemica attorno alle domande a “quiz” che sta facendo il pieno di bocciati.

L’applicazione anche ai docenti di una procedura che prevede, come per qualsiasi lavoratore del settore pubblico, il superamento di un quiz a risposta multipla non può che lasciare perplessi, anche per il taglio delle domande proposte talvolta con percentuali di bocciati pari al 90%“, spiega Sasso, ritenendo inoltre che “valutare un educatore in base alla conoscenza di una specifica nozione o di una singola norma amministrativa, non rende giustizia al ruolo che è chiamato a svolgere nell’ambito della comunità. C’è bisogno di persone che, oltre a sapere, sappiamo trasmettere questo sapere e sappiano interagire con il capitale più prezioso di qualsiasi società: gli studenti“. 

Per questo motivo, secondo il sottosegretario “le prove, quindi, dovrebbero essere maggiormente in linea con ciò che un potenziale insegnante dovrà poi effettivamente fare in un’aula scolastica“, ricordano inoltre che “la questione del reclutamento è di primaria importanza, tanto da essere stata inserita tra le riforme da portare a termine nell’ambito del Pnrr“. 

Per il deputato leghista non ci sono dubbi sulla strada da intraprendere sul reclutamento degli insegnanti: “personalmente, concordo con quanto quanto previsto dal presidente Mattarella quando ricopriva la carica di ministro dell’Istruzione: un doppio canale che alle procedure concorsuali affianchi la stabilizzazione dei precari storici della scuola, che da anni contribuiscono a mandare avanti un sistema che però si rifiuta sistematicamente di riconoscere loro un sacrosanto diritto“.

Sistema che, oltre ad essere uno dei cavalli di battaglia della Lega, portata avanti dal senatore Mario Pittoni, nell’ultimo periodo ha visto il favore non solo del restante centro destra, ma anche del PD.

Doppio canale di reclutamento che resta la strada maestra anche per le organizzazioni sindacali, che chiedono il tavolo dedicato per esporre appunto la necessità di un “ritorno al passato”, per superare la crisi ormai cronica del precariato e garantire un sistema di concorsi regolare.

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