Noi precari e stipendi: siamo alle comiche! Lettera

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Inviata da Serena Chiaraviglio – Siamo alle comiche! Noi supplenti non beneficiari di contratto annuale subiamo una disparità di trattamento ragguardevole. Se consideriamo che l’accredito degli stipendi di maggio e giugno, per molti di noi, è avvenuto con un ritardo di circa sei mesi, già focalizziamo il panorama di riferimento, su cui si stagliano figure di poveri cristi che investono soldi in partenza per ottemperare ai propri doveri, sperando di percepire il dovuto che, a quanto sembra, dovuto non è.

Siamo appesi alla corda dello stato di lavorazione dei contratti, nell’eterno ping pong tra segreterie scolastiche e ministero, e sotto la mannaia del NoiPa che si fa intermediario e ambasciatore. Ed è su quel portale che leggiamo la sentenza: contratto autorizzato – risorse in corso di assegnazione da parte del MIUR – pagamento autorizzato.

Bene. Dal 5 gennaio il portale risulta in manutenzione, togliendo a noi precari persino l’emozione di scoprire se il destino ha disposto per noi un pagamento, un qualsivoglia pagamento, per il mese in corso.

Se, da ultimo, aggiungiamo che, come nel mio caso, la scuola non autorizzata i precari a lavorare con partita iva – eccettuate alcune categorie – il quadro è completo. Forse per qualche altro mese si proverà a tirare ma non credo che la situazione possa essere sostenuta a lungo. Perché si lavora per vivere. Forse tutto questo marasma è un incentivo silente al lavoro in nero, da svolgere in serata/in nottata? Che sembra l’unica alternativa possibile, allo stato dell’arte, all’indigenza cui sembriamo condannati.

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