Noi insegnanti non abbiamo paura. Lettera

WhatsApp
Telegram

Inviato da Cristina Sbarra – Non abbiamo paura, noi insegnanti, a dire come stanno le cose e a tirare le somme, al momento finale.

 Non sentiamoci in dovere di dare, infine, più di quello che meritano, agli studenti. Sento dire da qualche collega “Non voglio storie, io do sei a tutti. Niente compiti per riparazioni a Settembre, niente rotture di scatole coi genitori”

E’ questa la buona scuola? Gli studenti e le famiglie credono che sia giusto, dato che non è materia di indirizzo, meritare il sei in Fisica solo copiando da whatsup un esercizio fatto da qualcun altro, magari senza neanche capire cosa c’è scritto, e mostrarlo al docente all’interrogazione? Credono che, sempre perché sono in un professionale, questa sia una materia inutile e tu sei uno stronzo se pretendi di più di un copia e incolla (fatto male peraltro) dell’ultima ora?

Non abbiamo paura a scavare (anche di poco) dalla superficie e arrivare a capire che non si sa nemmeno cosa sia una unità di misura, né un simbolo di ciò che si è scritto …

Non abbiamo paura a mettere un tre, se se lo meritano. Come non dobbiamo avere paura ad aiutare chi si dà da fare e cerca di cambiare, anche solo col comportamento, dall’andazzo a cui vorrebbero ridurlo i bulli di turno. Basta poco, per prendere un sei meritato, in un professionale. Ma non si può esimersi dallo studio e dall’impegno.

A chi ora ci accusa di non saper spiegare dobbiamo ricordare che noi, quando abbiamo spiegato, da loro non siamo stati ascoltati, e neanche abbiamo ricevuto domande… Anzi, spesso, ce la facevano sotto il muso, a volte chattando al cellulare, non visti.

Non abbiamo paura, inoltre, a mettere le telecamere nelle aule, così finalmente si capirà come sono andate certe lezioni e quante provocazioni hai dovuto subire, tu, insegnante che interrogavi o cercavi di spiegare, durante l’ora.

Dobbiamo resistere e pretendere, fino alla fine. Dato che una scuola migliore la vogliamo tutti.

Non abbiamo paura, se siamo Presidi, a rientrare nelle aule, a vivere l’ora di lezione, al banco con gli studenti che si lamentano, o coi bulli, al fianco dell’insegnante che ti ha chiamato. A ricordare che nelle aule ci vuole un certo comportamento e le regole vanno rispettate da tutti. Ma, sopratutto, ci vuole anche lo studio a casa. Se no si boccia.

Non abbiamo paura a bocciare, se se lo meritano

WhatsApp
Telegram

Corso di perfezionamento in Metodologia CLIL: acquisisci i 60 CFU con Mnemosine, Ente accreditato Miur