Noi docenti della scuola paritaria siamo diventati figli di un dio minore. Lettera

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Inviato da Maria Galloni – Caro Presidente Conte, sono insegnante da 15 anni, attualmente sono in servizio presso una Scuola Paritaria secondaria di secondo grado, che in base alla legge n. 62 del 10 marzo 2000, dovrebbe significare alla pari, con pari diritti e pari doveri.

Da quando ho scelto di mettere la mia professionalità a favore dei giovani (per 10 anni ho operato in un’impresa), ho deciso di dedicarmi ai ragazzi più in difficoltà, lavorando nella Formazione Professionale prima e nella Scuola Paritaria poi. Quest’ultima non è una scuola elitaria, è una mentalità politica sbagliata e chiusa quella che la ritiene esclusiva, per ricchi, e conseguentemente non meritevole di tutela. Essa al contrario, accoglie molti ragazzi fragili da tanti punti di vista, anche sociale.

Ero convinta che tutti principi che mi hanno sempre animata fossero un valore, e invece sono diventati il mio peggior nemico, addirittura a volte ho sentito di avere proprio sbagliato tutto.

Inoltre, ero convinta che fossimo tutti parte del Sistema Pubblico dell’Istruzione (credevo che lo sancisse la legge n. 62/2000) e invece con gli ultimi progetti di reclutamento approdati nei recenti bandi di concorso, ho scoperto che siamo diventati figli di un dio minore.

E perché? Perché non abbiamo anni di servizio nella Scuola Statale, ma nella Paritaria. Non parliamo poi dell’attività svolta nella Formazione Professionale, lì i titoli di servizio valgono meno della metà!

Vede Presidente! Altro che anno di prova! Io suggerirei di mandare gli aspiranti insegnanti un anno (basterebbero 3 mesi) alla Formazione Professionale e, se superano l’esperienza con successo professionalmente e senza andare in depressione emotivamente, sarebbero abilitati! Ma no….! Che cosa dico? Basterebbe che avessimo lo stesso valore davanti alla legge e potessimo fare gli stessi concorsi! E invece no!

Noi non siamo ammessi al Concorso Straordinario per l’accesso al ruolo. Le Scuole Paritarie chiudono… e noi, non è che apparteniamo a una categoria di insegnanti diversa!

Ma in fondo a chi interessa? Siamo pochi elettori! I valori umani che ci spingono a seguire la crescita dei giovani nella loro unicità, la professionalità, lo spirito di abnegazione, la legge n. 62/2000 non contano!

Probabilmente non le passeranno neanche la mia lettera, e lo capisco, adesso ha davvero numerosissimi problemi da gestire, molto più gravi e soprattutto più urgenti.

In fondo però un po’ di speranza che la legga ce l’ho, l’ho scritta breve di proposito…

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