No regionalizzazione scuola, Gissi (Cisl): nostro impegno continua. Premier ha sottoscritto impegni precisi

di redazione
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Comunicato Cisl Scuola – “Non ci interessa entrare nelle polemiche fra i partner di governo, che stanno esplodendo a quanto pare anche in materia di autonomia alle regioni: ci interessa invece che sulla questione finalmente si discuta in modo aperto, essendo ormai chiaro a tutti che l’attribuzione di maggiori poteri non può essere considerata un fatto che riguarda soltanto le regioni che li richiedono, ma tocca inevitabilmente tutti. Vi sono aspetti di interesse generale sui quali è l’intero Paese a dover essere coinvolto”.

Così la segretaria generale della CISL Scuola, Maddalena Gissi, commenta l’intervista alla ministra Stefani apparsa oggi su Repubblica.

“Chi invoca il rispetto della democrazia avendo in mente i referendum svolti in singole regioni – prosegue la leader della CISL Scuola – si chieda se è possibile, e quanto sia democratico, mettere mano agli assetti di un sistema nazionale, come quello dell’istruzione, senza che la questione sia sottoposta a tutti i cittadini italiani, attraverso la loro rappresentanza in parlamento o direttamente. Come è avvenuto, ad esempio, quando il Governo Berlusconi affrontò il tema della devolution non utilizzando l’art.116 della Costituzione, ma seguendo la via indicata dall’art. 138, cioè una legge costituzionale sottoposta poi a referendum. Che per inciso vide gli elettori bocciare la proposta di riforma”.

“Non è poi passato moltissimo tempo da quel pronunciamento del popolo sovrano – fa notare la Gissi – del quale tuttavia oggi non si tiene alcun conto, tentando di ottenere, per vie diverse, ciò che allora fu respinto dalla maggioranza degli elettori: la soluzione è semplice, basta evitare di consultarli. In nome della democrazia…”

“Non si può invocare ‘a spizzichi’ la Costituzione – aggiunge – richiamandone solo alcune parti e ignorandone altre: l’ambito di attuazione dell’articolo 116 non può essere esteso a proprio piacimento in modo incondizionato, trova precisi limiti in altre parti della Costituzione, che non possono essere ignorate”.

“Il nostro impegno in difesa del carattere unitario e nazionale del sistema d’istruzione continua – conclude la segretaria generale CISL Scuola – sono sempre di più le persone che aderiscono all’appello promosso dai maggiori sindacati e da tantissime associazioni di ispirazione e matrice diversa. Consideriamo molto importante ciò che dice su questo tema l’intesa del 24 aprile a Palazzo Chigi: salvaguardare l’unità e l’identità culturale del sistema d’istruzione, uniformità del reclutamento e stato giuridico regolato dal CCNL, unitarietà degli ordinamenti, dei curricoli e dei sistemi di governo delle istituzioni scolastiche. Impegni sottoscritti dal Governo nella sua massima rappresentanza e di cui ci attendiamo il pieno rispetto”.

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