No prof. regionali, Pacifico: concorsi, GaE aperte, no corsi a pagamento

di redazione
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Conversazione con il Presidente Anief Marcello Pacifico su quanto appreso ieri da una intervista rilasciata dal Ministro Bussetti al Corriere.it

Presidente, il ministro Bussetti afferma che è un’idea virtuosa la richiesta di Lombardia e Veneto di avere prof regionali…

R. Mi sembra incredibile che un ministro della Repubblica ammetta che è  meglio avere professori regionali piuttosto che statali, me lo sarei aspettato da un assessore regionale. Come Anief saremo molto vigile sul rispetto della Costituzione e contrastarlo ogni idea che possa portare all’erogazione di un servizio costituzionalmente protetto, il diritto all’istruzione, che si realizza in maniera diversa a seconda dell’ubicazione della scuola nel territorio nella nostra nazione. Anch’io ho lodato le Regioni che dichiarano di voler investire in più sulla propria scuola ma di qua a validare un sistema che finanzi le scuole in base alla ricchezza pro capite regionale, ce ne vuole.

Ma perché a Trento si e no a Verona o Milano?

R. Proprio a Trento abbiamo impugnato una legge regionale che voleva prediligere il domicilio lavorativo dei precari supplenti in quelle zone e abbiamo vinto in Corte costituzionale, nonostante l’ampia autonomia provinciale. Pertanto, invitiamo la maggioranza a proporre un nuovo sistema di reclutamento rispettoso dei nostri principi costituzionali perché se no, altro che ricorsi, sarà guerra nei tribunali nazionali ed europei.

Cosa dovrebbe fare il Governo?

R. Per Anief aprire immediatamente le Gae, rivedere i profili del personale ata e attivare i corsi per i passaggi di ruolo, bandire i nuovi concorsi ordinari, stabilizzare i precari su tutti i posti senza titolare, ripristinare tempo pieno e prolungato, il tempo scuola, l’insegnamento per moduli, consentire il ricongiungimento familiare, allineare l’indennità di vacanza contrattuale, aumentare gli organici e differenziarli sfornando le risorse umane e finanziarie nelle zone più depresse e non più ricche, tanto per cominciare ma l’elenco e’ lungo.

E la scuola non ha bisogno di fondi, dice Bussetti.

R. Bravo, la scuola e’ palestra di vita, l’insegnante è un missionario, la vita è bella. La scuola, in verità, funziona con i pochi soldi messi in campo dai vari Governi italiani che sono miopi, non credono come avviene negli altri Paesi che un maggior investimento in termini di Pil possa portare una crescita economica della nazione. Se autorizzi l’assunzione di 1.300 ricercatori di tipo b precari o aumenti di 100 milioni il FFO non combatti la fuga dei cervelli perché hai lasciato 20 mila dottori di ricerca senza più la possibilità di essere stabilizzati come ricercatori a tempo indeterminato; un po’ come quando volevi assumere 57 mila insegnanti e Ata e ti sei fermato alla metà perché le gae e le gp sono esaurite pur avendo il personale abilitato all’esercizio di quella funzione. Sarebbe bastato riaprire le gae ma niente, un muro sordo alla piazza e al buon senso.

Neanche le borse di studio sui test di medicina sono da salvare?

R. Ma non avevano abolito il numero chiuso? Certo che se il ministro vuole introdurre un sistema regionale come quello nella sanità allora faranno meglio i venti milioni di meridionali ad emigrare subito da piccoli al nord senza aspettare di recarsi da anziani per venire curati. Se si vuole la secessione basta dirlo, certo bisognerebbe restituire tutto il mal tolto dall’Unita d’Italia. Anief si batterà ancora una volta in Parlamento perché questa visione della scuola non passi, basta parlare di domicili professionali o corsi a pagamento come per 40 mila docenti di sostegno. Si pensi ad assumere i 30 mila docenti precari già specializzati

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