No, non ho il diploma magistrale. Lettera

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inviata da Paola Montagna – In questi giorni si stanno susseguendo tutta una serie di provvedimenti legati alla scuola, fra cui le direttive per i diversi accessi legati all’insegnamento.

Da un confronto con i sindacati è emerso che il mio titolo di studi (laurea in Scienze dell’educazione v.o. conseguita nel 2007) e il piano di studi universitario non mi permette in alcun modo di accedere all’insegnamento (concorsi, graduatorie, TFA sul sostegno) nonostante siano due anni che ricopro, attraverso il metodo delle MAD, il ruolo di docente sul sostegno.

La mia domanda è semplice: COME E’ POSSIBILE? Come è possibile che una laurea in pedagogia nell’ambito educativo non abbia alcun valore? Come è possibile che una laurea non abbia valore ed anzi venga soppiantata da un diploma o da una laurea non ancora conseguita (nel caso delle riaperture delle graduatorie)? Come è possibile che a livello universitario per accedere ad un ulteriore percorso non sia presa in considerazione la laurea conseguita bensì il diploma?

Sinceramente vorrei ricevere una risposta che non dia ragione alle diverse dinamiche politiche che hanno portato a tutto questo ma una risposta che evidenzi come questo sia parte integrante del degrado e delle fatiche che i docenti devono sopportare a causa di un sistema assurdo, illogico. Come se il principale ruolo del docente fosse quello di barcamenarsi tra le insidie burocratiche e tra le direttive ministeriali per evitare sorprese, nonostante abbia il coraggio e l’attitudine a gestire l’imprevisto e la voglia di continuare a formarsi, anche a conseguire una seconda laurea.

Credo che la formazione sia parte essenziale di qualsiasi professione, credo che sia un motore che muove le menti e allora come posso, come educatore, abbandonare questa idea e perdere la fiducia?

Grazie e buona giornata

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